Mario Giuffredi non ha fatto pace con Antonio Conte, ma non nasconde l’ammirazione per il tecnico del Napoli. L’agente di Di Lorenzo, Politano e Vergara ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti durante un intervento a Radio CRC, radio partner della SSC Napoli. Non è uno scontro personale a offuscare il riconoscimento delle qualità professionali dell’allenatore azzurro. Un’ammissione che pesa, considerando le tensioni passate tra i due.
Le parole di stima di Giuffredi verso Conte
Durante il suo intervento radiofonico, Giuffredi ha espresso giudizi lusinghieri sul conto del mister partenopeo. “Non ho fatto pace con Antonio Conte, ma ciò non vuol dire che io non stimi l’allenatore”, ha dichiarato l’agente. Una premessa che prepara il terreno per un’analisi tecnica acuta del lavoro di Conte in panchina.

“Antonio Conte è un grande allenatore e per me è l’allenatore italiano che incide di più nel migliorare i calciatori“, ha proseguito Giuffredi. Non è semplice retorica, ma una valutazione concreta delle capacità di trasformazione che il mister sa imprimere ai suoi giocatori. Conte sul campo è riconosciuto come uno dei più forti, capace di innalzare il livello tecnico e mentale della squadra.
Il talento nascosto di Conte: la crescita dei giovani
Qui risiede il nocciolo della riflessione di Giuffredi. “Secondo me non sa neanche lui quanto sia forte nel migliorare i giocatori e quanto lo sia nel migliorare i giovani”, ha sottolineato l’agente. Una considerazione che tocca un aspetto spesso sottovalutato della gestione tecnica di Conte.
L’allenatore azzurro, secondo Giuffredi, potrebbe sottovalutare la propria capacità di far crescere le giovani promesse. “Forse, nella sua mentalità è più per i giocatori esperti, ma per me sbaglia perché è il più forte ad allenare e migliorare i calciatori”, ha aggiunto l’agente. Un’osservazione pungente: Conte, nel perseguire una mentalità vincente immediata, potrebbe non sfruttare al massimo il suo dono naturale nell’educare talenti in via di sviluppo.
Giuffredi ha dipinto uno scenario ipotetico illuminante: “Se fossi un Presidente a Conte gli darei quindici giocatori giovani, dopo un anno ho quindici giocatori di grandissimo livello e un patrimonio enorme per la società”. Un’immagine che sintetizza la fiducia dell’agente nella capacità trasformativa del tecnico.
