Giocare al Maradona con una tifoseria che ti sostiene e canta per 90 minuti e oltre, non può che essere un plus assoluto, ed il Napoli di Antonio Conte lo sa bene, avendo collezionato più punti di tutti in casa dall’arrivo dell’allenatore salentino sulla panchina azzurra. Quello che preoccupa è il dato sulle partite giocate lontano da Fuorigrotta, con Conte che sembra soffrire di un vero e proprio “mal di trasferta”.
In trasferta una media punti shock
Quello delle partite fuori casa, sta diventando un problema non di poco conto per i partenopei, ed i numeri parlano chiaro: in un anno e mezzo di gestione Conte, il Napoli ha registrato una media di 1,8 punti a partita, che in un campionato consentirebbe di fare 68 punti, che per intenderci si tradurrebbe in un quinto posto. Inoltre le sconfitte registrate in una stagione e mezzo in trasferta sono ben 7 (di cui 5 in questo campionato), più di quante ne siano state registrate in tutta la scorsa stagione, solamente 4.

Numeri troppo irrisori se andiamo a vedere il bilancio nello stesso lasso di tempo delle partite giocate in casa: solamente 2 sconfitte, addirittura 0 nel campionato in corso, una media di 2.3 punti a partita e quasi il triplo di differenza reti; insomma per il Napoli il Maradona sembra essere, quantomai, una fortezza inespugnabile.
E in Champions…
Se l’indagine statistica si allarga alla Champions League, il dato viene più che confermato: 7 degli 8 punti fatti dai partenopei nella massima competizione europea sono stati ottenuti in casa, dove l’unica sconfitta è arrivata per mano di un Chelsea superiore sia dal punto di vista tattico, sia da quello fisico e morale.
L’unico punto fatto in trasferta è invece quello contro il Copenaghen, mentre sono arrivate sconfitte roboanti come quella con il Psv per 6-2, o quella con il Benfica dove il Napoli non è praticamente mai sceso in campo. Il dato è allarmante, e contro l’Atalanta c’è bisogno di interrompere questa brutta tradizione.