Spalletti in conferenza: “Non possiamo decidere quello che accade sugli altri campi!”

Spalletti in conferenza: “Non possiamo decidere quello che accade sugli altri campi!”
Napoli Spalletti

Il Napoli domani dovrà affrontare l’ultima fatica del 2022. Gli azzurri affronteranno l’Udinese di Sottil allo Stadio Maradona. I bianconeri, dopo un grande avvio di stagione, nelle ultime giornate sembrano aver perso il piglio dei giorni migliori, ma restano avversario ostico capace di mettere in difficoltà anche le big della Serie A.

Nella giornata di oggi, il tecnico del Napoli, Luciano Spalletti ha tenuto la consueta conferenza stampa di vigilia al match per presentare al meglio la sfida che aspetta gli azzurri.

Spalletti Napoli
Napoli Spalletti

Di seguito quanto evidenziato:

Che cosa le ha lasciato la scorsa giornata in vista della partita di domani? “Non è che cambi molto per noi. Noi facciamo sempre le stesse cose. Da un punto di vista professionale di ruolo che ricopriamo a noi interessano quelle cose lì. Noi dobbiamo aver chiaro il nostro obiettivo settimanale. Con l’Empoli abbiamo avuto delle difficoltà, ma abbiamo vinto meritatamente. Loro sanno usare tutte le qualità per metterti i bastoni tra le ruote e sono bravi a far calcio. Poi l’abbiamo portata a casa e lì inizi subito a pensare alla prossima. Ci sono due modi di preparare la partita. O vai a vedere i momenti salienti o prepari la prossima. Poi se una delle altre grandi pareggia, ci fa piacere, ma non dobbiamo basarci sulle difficoltà degli altri. Dobbiamo far leva sulle nostre qualità che tutti stanno apprezzando e dobbiamo puntare su quello. Tutto il resto, episodi al di fuori del nostro calcio, ci interessano relativamente. Noi abbiamo il nostro sguardo orientato verso la strada che vogliamo percorrere. Ad oggi mancano ancora 72 punti. Conta solo allenarsi bene”.

Quali sono i rischi del match contro l’Udinese? “Sottil lo conosco bene e da tempo sapevo che sarebbe arrivato ad alti livelli. Aveva proprio la predisposizione per fare l’allenatore. Questa non è una partita trappola, è una partita difficile e basta. Domani si gioca con quelli che hanno battuto Fiorentina Roma, Inter, hanno pareggiato con la Lazio. Non sarà partita facile”.

Quali sono le difficoltà del prossimo match? Rinnovo Anguissa? “Sono tante, sono una squadra che crea tanto. Sanno riconquistare palla e ribaltare molto velocemente. Se noi pensiamo che domani andiamo in vacanza è un pensiero da dilettanti. Se invece pensiamo che sarà la partita che ci permetterà di lavorare duro dopo la sosta allora siamo professionisti. Questa è una partita da attaccare. Anguissa dopo aver rinnovato è venuto da me, gli ho chiesto se fosse contento e mi ha detto: “Sarò contento solo se vinciamo domani, del contratto mi interessa relativamente”. Poi lui era contento anche per il contratto”.

Come affronterà i periodi duri? “I periodi è meglio essere disponibili ad affrontarli se verranno, ma non richiamarli. Dobbiamo affrontarli con il sorriso del nostro gioco. Credo che stia tornando la Serie A. Le più titolate sono di nuovo davanti. Queste insidie si affronteranno facendo quello che abbiamo fatto fino ad ora”.

Può essere come una finale? “Sì certamente. Questa chiude un primo ciclo, poi ce ne saranno altri due. Dobbiamo migliorare ulteriormente nel corso della sosta. Sono convinto che a noi questo periodo ci farà comodo. Quello che si dice sono statistiche tutte da dimostrare. Io sono convinto che noi sfrutteremo al massimo questo periodo. Insieme ai vertici del club abbiamo tentato di programmare quello che crediamo sia il meglio possibile”.

Kvaratskhelia? “Per Kvara, ci dispiace, ma quello che è successo in queste due partite dimostra che siamo una squadra e non un insieme di singoli. Se tutti lo individuano come il nuovo calciatore del calcio mondiale… Però così anche gli altri sanno cosa serve per giocare nel Napoli”

L’Udinese può disturbare anche le grandi? “L’Udinese ha la stessa matrice delle società che sanno fare calcio, così come l’Empoli. L’Udinese è una società attenta che sa prendere i migliori giocatori in giro per il mondo. Ad inizio campionato, Giuntoli me lo diceva di stare attenti all’Udinese. Sapeva che hanno dei giocatori forti anche se non avevano ancora giocato in Serie A”.

Come lavorerà sulla testa dei ragazzi durante la sosta? “Ci saranno delle dinamiche che andranno affrontate giorno dopo giorno. Quel periodo ci servirà per mantenere una condizione di comportamento e risultati. Si farà quello che è il nostro mestiere. Se qualcuno la interpreterà in maniera troppo vacanziera gli si starà addosso. Io faccio l’allenatore e cercherò di migliorare i giocatori giorno dopo giorno. Cercheremo di stargli vicino per dare soddisfazioni al nostro pubblico”.

Il gruppo è la vera forza di questa squadra? “La squadra è forte, i giocatori che hanno giocato meno hanno dimostrato di essere professionisti e hanno dimostrato di saper svolgere al meglio il ruolo che hanno. Quando entrano fanno lo stesso di quelli che hanno iniziato la partita. Con loro è inutile spiegarlo di nuovo, tanto lo sanno. Ci aspettiamo le stesse risposte che ci hanno dato fino ad ora: ragazzi interessati alla causa Napoli”.

Come interpreterà la sosta dopo la sua esperienza in Russia e un commento sul “rigorino”? “Non lo so ancora, dobbiamo confrontarci con le cose e trovare le soluzioni di volta in volta. Andremo in un posto che per certi versi abbiamo ritenuto ottimo, per altri c’era venuto qualche dubbio. Abbiamo uno dei migliori preparatori in circolazione che è Francesco Sinatti. Lo conoscevo, ma lavorandoci insieme capisci subito il suo valore e sono contento di averlo al mio fianco. Sul “rigorino”, non interessa a noi fare polemica. Noi vogliamo fare calcio che coinvolga i nostri tifosi. Sull’episodio posso fare una statistica prendendo tutti i giornali, leggendo tutti commenti e verrebbe fuori qualcosa di divertente. Poi mi sembra molto simile a quello subito contro il Lecce.

Intende cambiare qualcosa? “Domani dobbiamo andare nello spogliatoio e riproporre le stesse cose. Dobbiamo ripetere le stesse cose che abbiamo fatto dalla prima amichevole ad oggi. Alle difficoltà dobbiamo rispondere con il sorriso del gioco e dobbiamo provare a fare di nuovo gol a giocare nella metà campo avversaria. A volte non si riesce e si cambia qualcosa. Ma l’obiettivo è essere noi stessi”.

Si sente orgoglioso di questo progetto? “Assolutamente e domani si sentirà ancora di più perchè siamo più di 50.000. Per noi il boato del Maradona è come la borraccia che viene lanciata al ciclista nel momento difficile della salita. Ti dà la spinta a fare quello sforzo in più. Sono i tifosi che vivono con passione tutto questo ed è la loro vittoria. Noi volevamo coinvolgerli e siamo felici di esserci riusciti. Sono contentissimo”.

Redazione SpazioNapoli
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