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E manca anche Osimhen…

In casa dell’Ajax, in uno stadio che di nome fa Johan Cruijff ArenA. Lì, dove non te lo aspetti, il Napoli ha vissuto nuovamente una notte storica, proprio dove la storia del calcio europeo è praticamente nel suo giardino di casa.

Ancora in questa stagione: quella della rifondazione e di un nuovo ciclo, negli uomini e nella mente. Perché andare a rimontare quel gol a freddo subìto, con quella veemenza e con quello scarto, è dimostrazione di come le convinzioni a oggi siano alle stelle, fattore essenziale per fare in modo che anche le gambe girino a dovere.

Quella azzurra è una miscela perfetta: laddove terminano gli immensi meriti della squadra mercato, iniziano anche i meriti di Luciano Spalletti, passando per una squadra che è sul pezzo e che strappa sempre più consensi.

Arriveranno anche i momenti complicati, sicuramente, ma quello attuale è un vento che gira in poppa e che gli azzurri stanno sfruttando col massimo della lode, fugando ogni dubbio e perplessità di inizio stagione.

(Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Godersi il momento è un diritto-dovere, così come pensare che i pericoli e le ostilità siano sul guado. Senza dimenticare che alcuni di essi sono anche attuali, perché – qualora nessuno non se ne fosse accorto! – a questo Napoli manca un certo Victor Osimhen.

Un’assenza che in altri tempi suonava come una sentenza tombale sulle ambizioni del Napoli, oggi rimaste intaccate e, addirittura, superate. Merito sicuramente dell’impatto super di Giacomo Raspadori, così come quello di Giovanni Simeone.

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Ma non solo: perché l’assenza del nigeriano – purtroppo una costante in questi ultimi anni nel corso delle varie stagioni – questa volta è sostituita dal collettivo. Magnificamente, numeri e risultati alla mano.

Quanto ha inciso l’assenza di Osimhen? Il confronto con le scorse stagioni

Provando a spulciare un po’ i numeri delle scorse stagioni e confrontandoli con quelli dell’attuale (senza dimenticare questi ultimi sono del tutto provvisori), ci si accorge come il Napoli abbia assorbito in maniera diversa l’assenza di Victor Osimhen.

Nella prima stagione in azzurro (2020-21), quando il nigeriano venne fortemente condizionato dai problemi alla spalla e dal Covid, gli azzurri in campionato passavano da una media punti di 2.12 per partita con Osimhen in campo a una dell’1.76 senza di lui.

Leggermente meglio è andata nella seconda stagione, la prima in azzurro di Luciano Spalletti e quella del brutto infortunio al volto, quando la media punti con e senza Osimhen è passata dal 2.18 all’1.91.

Questa volta, invece, il Napoli non ha accusato minimamente il colpo, vincendo tutte le gare in cui gli azzurri hanno fatto a meno di lui.

Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Impressionanti sono anche i numeri riguardanti la produzione in attacco: se nella stagione 2020-21, la media gol per partita in campionato è rimasta invariata (2.24 contro 2.30), lo stesso non si può dire per lo scorso anno, quando la media da 2.07 è crollata a 1.54 senza l’ex Lille. Non un dato drammatico in se per se, ma che ha forse pesato in maniera determinante sulle speranza Scudetto degli azzurri.

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In questa stagione, invece, nelle due partite senza il numero 9, il Napoli è andato a segno per ben 15 volte in 5 partite tra campionato e Champions: un dato che, insomma, si commenta da solo.

L’uomo in più

La premessa è d’obbligo: una pedina come Victor Osimhen non può rappresentare mai un peso per il Napoli, nonostante le cose senza di lui – almeno per quest’anno – stiano andando più che bene.

Il nigeriano rappresenterà sempre un valore aggiunto nelle opzioni al vaglio di Spalletti, che con Raspadori e Simeone restano ben nutrite. E lo ha ribadito lo stesso tecnico nel corso della conferenza stampa post match di Amsterdam.

“Non vediamo l’ora che rientri Victor”, ha tenuto ben a mente il tecnico.

Quasi a rimarcare il concetto che, seppur il Napoli non sembri così più Osimhen-dipendente così come in passato, il suo rientro, ormai all’orizzonte, rappresenti l’arma in più per questa squadra, che continua a stupire e a scrivere pagine importanti, nei modi e nei momenti più impensabili. Anche senza quello che, a oggi, è l’uomo in più che può aiutare ancor di più questo Napoli a stupire sempre di più.