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La legge sulle multiproprietà non ha fatto piacere alla famiglia De Laurentiis: la scelta del Consiglio Federale di mettere fine ai casi come quello della Salernitana ha creato un problema per Aurelio e Luigi De Laurentiis. Entro la stagione 2024/2025, la famiglia De Laurentiis, proprietaria sia del Napoli sia del Bari, dovrà obbligatoriamente vendere una delle due società.

Il patron azzurro però non ci sta e ha effettuato più ricorsi, ma finora sono stati tutti respinti. Oggi, De Laurentiis si è rivolto anche al Collegio di Garanzia dello Sport (CONI) per sperare nella modifica della norma varata dalla FIGC. Di seguito il comunicato:

Aurelio De Laurentiis (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

“Il Collegio di Garanzia dello Sport ha ricevuto un ricorso presentato dal Cav. Aurelio De Laurentiis, in proprio e nella qualità di legale rappresentante pro tempore – Presidente del C.d.A. – della società S.S.C. Napoli S.p.a., nonché di legale rappresentate pro tempore – Presidente del C.d.A. – di Filmauro S.r.l., e dal Dott. Luigi De Laurentiis, in proprio e nella qualità di legale rappresentante pro tempore – Amministratore Unico – della S.S.C. Bari S.p.a., contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), nonché contro la Lega Nazionale Professionisti Serie A (LNPA), la Lega Nazionale Professionisti Serie B (LNPB) e la Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), per l’impugnazione della decisione della Corte Federale d’Appello della FIGC, adottata con C.U. n. 0095/CFA del 22 giugno 2022, con la quale, nel respingere il reclamo dei suddetti ricorrenti, è stata confermata la decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, adottata con C.U. n. 0145/TFN-SD 2021-2022 del 13 maggio 2022, che aveva respinto il ricorso dei medesimi ricorrenti avverso la Delibera del Consiglio Federale della FIGC, pubblicata sul C.U. n. 88/A del 1° ottobre 2021, relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF, nonché di ogni atto presupposto o conseguente. La vicenda afferisce alla nuova formulazione dell’art. 16 bis delle NOIF, che vieta partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente ed affine entro il quarto grado”.

“I ricorrenti, Cav. Aurelio De Laurentiis e Dott. Luigi De Laurentiis, chiedono al Collegio di Garanzia, in accoglimento del presente ricorso: – in via principale, di annullare la decisione della Corte Federale d’Appello FIGC ivi impugnata, confermativa della decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, adottata con C.U. n. 0145/TFN-SD 2021-2022 del 13 maggio 2022, e per l’effetto, in accoglimento delle domande svolte, di annullare/revocare il C.U. FIGC n. 88/A del 1° ottobre 2021, nella parte in cui prevede la Norma Transitoria dell’art. 16bis NOIF, nonché ogni atto presupposto (compreso, per quanto occorrer possa, il verbale del Consiglio Federale del 30 settembre 2021, nella parte in cui viene deliberata la norma in questione), o conseguente, con ripristino delle norme finali e transitorie dell’art. 16bis NOIF previste dalla previgente disciplina, pubblicate con C.U. n. 231/A del 7 maggio 2021; – in via subordinata, di annullare la decisione della Corte Federale d’Appello FIGC, ivi impugnata, confermativa della decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, adottata con C.U. n. 0145/TFN-SD 2021-2022 del 13 maggio 2022, rimettendo la fattispecie alla Corte Federale d’Appello FIGC affinché, in diversa composizione, svolga un nuovo esame del merito, in applicazione del principio di diritto che il Collegio di Garanzia dello Sport vorrà enunciare”.

Articolo modificato 21 Lug 2022 - 18:31

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Scritto da
Danilo De Falco