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Problema tifosi e stadi, De Laurentiis ci va giù duro: “Si dovrebbe fare come la Thatcher”

A centotrent’anni dalla sua nascita, Il Mattino celebra il suo anniversario con un evento al Palazzo Reale di Napoli, dove hanno parlato molti ospiti tra cui il presidente Aurelio De Laurentiis, il direttore sportivo dell’Inter, Beppe Marotta, e Danilo Iervolino, presidente della Salernitana. Il patron azzurro ha toccato vari temi nel corso dell’evento, aggiungendo anche qualche parola in merito alla questione tifosi e stadio. Di seguito quanto evidenziato:

“Il tifoso è fondamentale per questo sport, ma ci sono due tipologie di tifoso diverso. In Inghilterra gli stadi sono pieni da quando la signora Thatcher disse basta agli hooligans negli stadi. In questi stadi, se un tifoso stadio si alza in piedi, arriva uno steward che alla terza volta ti porta via e per un anno non puoi entrare in uno stadio. Qui invece abbiamo i casi come La Spezia. Il Ministero degli Interni ha dovuto fare un accordo con Mafia, Camorra e Ndrangheta per fronteggiare l’ISIS perché non riusciva a formare un intelligence e negli stadi ha lasciato via liberaSiamo un paese che può autoprodursi e non sfrutta questa sua bellezza”.

De Laurentiis Napoli stadio
Aurelio De Laurentiis

Il presidente ha poi aggiunto sulla questione stadi: “Come si fa a pensare agli stadi con questi episodi di violenza? Se non ho certezza su chi frequenta il mio stadio, ma perché devo investire 300mln nella costruzione di una struttura capace di vivere sette giorni su sette? Gravina in tre anni e mezzo non ha fatto nulla, quindi non ci possiamo aspettare qualcosa. Perché non prendiamo la legge di madame Thatcher? Lo stato deve dire quanti soldi servono per il San Paolo? 100 milioni? Ecco i 100 milioni. Io sono stato al gioco e nel 2008 presentai un progetto fatto dallo stesso architetto dello Juventus Stadium. De Magistris prese il mio progetto, dove dissi che avrei messo 70 milioni per costruirlo, e lo ha buttato perché voleva uno stadio da 55 000 posti. Gli altri (Inter e Milan ndr) hanno il problema di San Siro sono due società forse devono fare i due stadi separati o forse no. Ognuno potrebbe avere una mentalità diversa perché le proprietà sono diverse da una parte c’è la Cina, dall’altra parte c’è l’America e tra poco forse la Cina passerà all’America pure lei”.