Ceferin provoca: “Dove sarebbe la Juventus senza la UEFA? In serie B”

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La nascita della SuperLeague europea è una rivoluzione del calcio così come lo conosciamo, con 12 club pronti a creare una Lega autonoma a discapito dei campionati nazionali. Ceferin, presidente UEFA, ha annunciato battaglia a questi club. Di seguito le sue parole al Congresso UEFA di Montreaux:

“Il calcio non appartiene a nessuno. O meglio appartiene a tutti, perchè il calcio fa parte del nostro patrimonio. Rispetto per la storia, rispetto per la tradizione, rispetto per gli altri. Questo significa qualcosa. I grandi club di oggi non erano necessariamente grandi club in passato e non vi è alcuna garanzia che diventeranno grandi club in futuro. Il calcio è dinamico, imprevedibile. Questo è ciò che lo rende un gioco così bello. I club che pensano di essere grandi e intoccabili oggi dovrebbero ricordare da dove vengono. E dovrebbero rendersi conto che se sono delle grandi in Europa oggi, è in parte grazie alla UEFA.

Dove sarebbero Manchester United e la Juventus senza la UEFA? Dov’era il Manchester United prima di Sir Alex Ferguson? Lo sapete tutti. E dov’era la Juventus? Era in serie B. Se i club che controllavano il calcio qualche decennio fa avessero deciso di fare una Superlega, come sarebbe stata? Ci avrebbero partecipato il Nottingham Forrest, il Porto, la Stella Rossa. Senza la UEFA, chissà dove sarebbero”.

“C’è stato un cambiamento negli ultimi anni, a livello semantico e ideologico, accelerato dalla crisi che stiamo vivendo. Un cambiamento che ignora quello che accade sul campo, che ignora il merito sportivo. Va fermato immediatamente. Sappiamo che ogni tentativo di creare un nuovo sistema nasce dal vocabolario. Per qualcuno, i tigosi sono diventati clienti e consumatori, e le competizioni sono diventate prodotti. Guardano alle scommesse e al numero dei follower sui social, ai prezzi”.

“Non perderemo questa partita. Siete in tempo per cambiare idea. Abbiamo bisogno di squadre come l’Atalanta, come la Dinamo Zagabria. Se il calcio europeo è al massimo livello mondiale sia per quanto riguarda i club che le Nazionali, lo deve in gran parte alla sua diversità. Bisogna che il sogno resti vivo per tutti”.

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