Sacchi: “Maradona ha fatto la storia del calcio. Mi chiamò per andare ad allenare il Napoli”

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Arrigo Sacchi è stato ospite a Radio Kiss Kiss Napoli nel corso del programma “Radio Goal”. L’ex allenatore del Milan ha svelato un curioso retroscena su Maradona.

Maradona è stato il genio del calcio, tra i due e tre fuoriclasse che hanno fatto la storia di questo sport. Ha aiutato lo sviluppo del calcio, perché bisognava giocare di squadra per fronteggiarlo. Lui era l’eccezione alla regola, lui aveva la generosità oltre alla grande qualità. In una partita contro il Milan, entrò nello spogliatoio e in tre secondi era già pronto. Lui giocava con la squadra e per la squadra.

Io avevo un ottimo rapporto con lui. Una volta lo allenai: convocai Diego nella squadra che organizzò la Lega Serie A. Nell’amichevole contro la Polonia lui mi disse “Mister, mi fa fare solo un tempo?”. Nell’intervallo mi tirò per la giacchetta e mi disse “mister, posso fare anche il secondo”.

Lui mi telefonò perché mi voleva al Napoli: “Guardi che lei con Maradona e Careca parte sempre con un gol di vantaggio”, io lo ringraziai, ma io stavo bene nel Milan. Il mio obiettivo non erano i soldi ma era fare il massimo. Berlusconi aveva pensato di prenderlo ma sarebbe diventato matto con uno come lui.

Era bello averlo come avversario perché sapevi di giocare contro il più forte di sempre. Ricordo che una volta a San Siro partimmo a 100 km/h e non c’erano le premesse per prendere gol. Ma Maradona scartò due o tre giocatori e fece un assist pazzesco a Careca. Dopo aver dominato per 20 minuti, ci ritrovammo sotto. Mi girai verso la panchina e dissi “così non si può”. Contro di noi fece anche un gol da fuori d’area di testa. Quella fu un’intuizione che solo un genio poteva fare. In quella partita fece volare anche spalla a spalla un gigante contro Rijkaard.
Lui poteva nobilitare una partita inguardabile.

Gli faccio tanti auguri, voglio che stia bene e gli auguro tanti successi. Voglio ringraziare anche i napoletani perché solo loro potevano applaudire il mio Milan nel ’88, nonostante avessero appena perso uno scudetto”.

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