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Da San Siro a San Siro, è davvero arrivata l’ora della svolta?


UN MESE DOPO

Sono passati trenta giorni da quel 26 dicembre 2018, il Napoli e Koulibaly affrontavano l’Inter. Una delle poche partite in cui il risultato è riuscito a passare in secondo piano, gli azzurri uscirono sconfitti dal manto erboso di San Siro. Insieme a loro, però, quella sera, aveva perso tutta l’Italia.

Era l’esordio del boxing day in Serie A, tutta l’Italia sperava fosse un successo come lo è in Inghilterra, purtroppo non è stato così. Koulibaly riceve ululati e fischi ad ogni pallone toccato, nel finale di partita cede alle provocazioni e viene espulso dall’arbitro Mazzoleni. Il Napoli fa giustamente ricorso e insieme agli azzurri tutti si augurano che la Lega faccia un eccezione e riduca la squalifica a Koulibaly, tutto questo non è accaduto. Un mese dopo il Napoli e il suo difensore tornano a San Siro, qualcosa è cambiato?

KOULIBALY SIMBOLO DEL RAZZISMO

In un mese Kalidou Koulibaly è riuscito a diventare un vero e proprio simbolo della lotta contro il razzismo. La solidarietà nei confronti del difensore azzurro è stata immediata, tantissimi campioni hanno preso posizione per esprimere vicinanza al loro collega. Da Salah a Ronaldo, passando per Boateng (vittima di razzismo in un’amichevole ai tempi del Milan, ndr).

Il segnale più forte però probabilmente l’ha dato proprio l’Inter. I nerazzurri hanno fondato una campagna anti razzismo denominata ‘BUU’, un acronimo che significa Brothers Universally United. Tutti uniti per combattere questa lotta contro ogni forma di razzismo. Iniziativa che fa ben sperare per il futuro

Koulibaly ha espresso anche la sua opinione su tutto ciò che ha subito in questo mese. Queste alcune dichiarazioni del senegalese: “Mi fa piacere essere diventato un simbolo contro il razzismo, ma allo stesso tempo mi rattrista pensare che nel 2019 dobbiamo lottare per far affermare certi valori di tolleranza”.

L’ITALIA È PRONTA?

Il Napoli e Koulibaly un mese esatto dopo torneranno a San Siro, questa volta per affrontare il Milan. Gattuso ha chiesto al suo pubblico di applaudire Koulibaly, così da poter dare un senso a tutto quello che è successo trenta giorni fa.

L’Italia però è davvero pronta a svoltare? Dal 26 dicembre ad oggi si sono verificati anche altri episodi di razzismo nel nostro paese: Kean fu bersagliato nel match di coppa Italia tra Bologna e Juventus, una settimana dopo è toccato a Meitè ricevere ululati durante la partita tra Lazio e Torino.

Koulibaly ha fatto scaturire l’inizio di questa battaglia. Tutto il Paese si è schierato al suo fianco, il suo ritorno a San Siro potrà essere un nuovo inizio per il nostro calcio e per la nostra nazione: bisogna volerlo. Si attende solo il fischio d’inizio della partita per capire se un mese dopo l’Italia e Milano sono pronte a riabbracciare Kalidou Koulibaly.

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Giuseppe Ferrante