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Chi è Alex Meret, il principe azzurro che erediterà il trono di Buffon


Ieri è stata la giornata di Alex Meret per il Napoli. Il giovane portiere classe ’97 ha sostenuto le visite mediche per il club azzurro a Villa Stuar (CLICCA QUI). Il compito assegnatogli non è dei più semplici, rimpiazzare Pepe Reina che negli anni è riuscito a creare grande feeling con la piazza e difendere la porta di una squadra che lotta per il vertice a soli 21 anni. Chiunque ha avuto a che fare con lui nella sua giovane carriera ne parla come di un predestinato, di uno che ha le stigmate del campione, pronto ad essere uno dei pretendenti al trono che di qui a breve Gianluigi Buffon lascerà

ALEX MERET, GLI INIZI

Nato il 22 marzo del 1997, Alex Meret comincia la sua carriera calcistica nelle fila del Donatello Calcio, una piccola realtà di Udine. Nel 2012 viene notato dal club bianconero, sempre vigile suo giovani talenti, e passa all’Udinese. In poco tempo fa notare tutto il suo talento. Nella stagione 2014-15, arriva nella squadra primavera guidata dal mister Luca Matiussi. Solo un anno dopo viene inserito in prima squadra come vice di Orestis Karnezis (CLICCA QUI), A portarlo nella massima serie una vecchia conoscenza del calcio Napoli, Luigi De Canio. Negli anni gli apprezzamenti del tecnico lucano per l’estremo difensore friulano si sprecano. Nel Maggio del 2016 l’ex CT della nazionale, Antonio Conte, lo convoca per la prima volta nella nazionale A per il raduno pre-Europeo.Dopo un anno colmo di soddisfazioni, in accordo con la società, si decise di fargli fare le ossa in cadetteria.

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La stagione 2016-2017 e forse la più importante ad oggi per Meret. L’occasione è di quelle da cogliere al volo, l’Udinese lo manda a farsi le ossa in B e come nido per il suo campioncino sceglie Ferrara. La Spal sembra essere il contesto ideale per far crescere un giovane come lui. La squadra è una neopromossa e ai nastri di partenza ha l’unico obbiettivo di una salvezza tranquilla. A volte però, il calcio come la vita sa essere imprevedibile e regalarci delle enormi sorprese. Dopo un iniziale periodo di rodaggio la squadra allenata da Leonardo Semplici inizia a mostrare un ottimo calcio e si inserisce nella lotta per i playoff. Ad aprile, grazie ad una serie di 5 vittorie di fila, conquista il primato in classifica che manterrà saldo fino alla fine conquistando la promozione nella massima serie. Naturalmente Meret è uno dei protagonisti dell’impresa, dimostrando una maturità rara per un ragazzo così giovane. Sorprende per la sua semplicità, non solo nella vita privata ma sopratutto tra i pali. Quasi ogni parata sembra facile, scontata, nulla di straordinario. Naturalmente non è così. Come tutti i più grandi e longevi portieri della storia, dimostra di avere grande senso della posizione, il che lo aiuta a coprire sempre in modo completo la porta. Dimostra inoltre di essere molto bravo nelle uscite alte (secondo molti il vero modo di valutare un portiere ndr).

LA SERIE A

La stagione appena trascorsa, al contrario della precedente, non sarà di certo da ricordare per Meret. L’unica soddisfazione, l’esordio nella massima serie. L’Udinese decide infatti di rinnovare il prestito con la Spal per un altro anno. Alex si dice pronto e tutti aspettano di vedere insieme ai grandi, quello che a detta di molti è il futuro portiere della nazionale. L’erede di Buffon, meglio di Donnarumma che due anni più giovane è già il primo portiere del Milan e nell’estate che accompagna Meret dalla B alla A, il giovane di Castellamare di Stabia strappa un contratto de 6 milioni l’anno per lui e da un milione per il fratello. Le cose però ancora una volta non vanno come preventivato e ad inizio stagione viene operato per curare un’instabilità della parete inguinale. Torna convocabile solo a fine gennaio. Il 28 gennaio fa il suo esordio in serie A nella gara casalinga contro l’Iter finita 1-1. Il 21 aprile però è costretto a concludere anticipatamente la stagione per un infortunio alla spalla rimediato contro la Roma.

NAPOLI

Questa la storia di Alex fino ad oggi. La storia di un ragazzo semplice, con il sogno di diventare un portiere, con il sogno di giocare in serie A. Con il sogno di raggiungere e magari chissà superare l’idolo di ogni portiere italiano nato dal 1990 in poi, Gigi Buffon. A soli 21 anni gli è stata concessa un’occasione che molti non hanno mai avuto, giocare per vincere il campionato in una piazza importante come Napoli. Una città diversa dalla sua Udine, lontana ma sicuramente accogliente. Il compito che avrà Alex è uno dei più difficili, entrare nel cuore dei tifosi azzurri, molti lo hanno accolto con scetticismo, altri con indifferenza, come se il Napoli avesse preso il primo che passava di lì. In pochi si sono resi conto che il club di De Laurentiis, con coraggio insieme alla nuova guida tecnica di Carlo Ancelotti, per 25 milioni di euro ha potenzialmente preso uno dei portieri più forti al mondo di qui a 5 anni. Alex andrà aspettato, aiutato nei momenti difficili e non sopratutto non bisognerà esaltarlo ad ogni sua parata. Napoli che è forse la città più umorale al mondo, non è l’ideale per un portiere di 21 anni. Per un portiere normale di 21 anni, ma Alex forse è diverso dagli altri, forse è diverso dai tanti, forse potrebbe essere il numero 1.

 

 

 

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