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Sarri, l’incertezza del futuro


Le dichiarazioni a Sky, le sirene estere di Monaco e Chelsea, la disdetta dell’affitto, l’intricato rapporto con De Laurentiis, insomma il futuro di Sarri sulla panchina del Napoli non è mai stato così incerto. Ma a sette partite dalla fine del campionato, chi può dire con certezza quale sarà il suo futuro?

Nel 1935 il fisico e matematico austriaco Erwin Schrödinger, propose un esperimento concettuale in cui un gatto, viene messo in una scatola con una fialetta sigillata di veleno che si romperà in un momento casuale. Visto che nessuno sa né se e né quando il veleno verrà rilasciato, finché la scatola non sarà aperta il gatto può considerarsi sia vivo sia deceduto. Proprio come il gatto di Schrödinger, il futuro e di Maurizio Sarri in questo momento può essere sia quello di restare a Napoli, sia quello di lasciare la quadra alla fine della stagione.

La scatola

Per capire se il gatto sia vivo o morto, bisogna appunto aprire la scatola. In questo momento, la “scatola” che contiene l’allenatore del Napoli, è rappresentata dalle sette partite che mancano alla fine del campionato. Ogni partita ci avvicina sempre di più alla scoperta della verità. Sino a quel momento le frasi, le parole, il rapporto con la società la disdettae le offerte dall’estero non possono che considerarsi una serie di congetture che non ci possono far prevedere il futuro del toscano. Tutto questo perché, il Napoli per la prima volta dal 1990, si trova a metà Aprile ancora in piena lotta scudetto e solo questo finale di stagione ci potrà dire se gli azzurri conquisteranno o meno il titolo.

Il veleno

Come detto, il gatto aperta la scatola può essere sia vivo che morto, tutto dipende dalla fialetta di veleno e di come il gatto interagisca con essa. Nel nostro caso però, più che una fialetta ci troviamo davanti ad una vera e propria tanica. Potrebbero infatti essere innumerevoli le ragioni, a portare Maurizio Sarri lontano da Napoli a fine stagione. L’allenatore, non ha mai nascosto di voler provare un esperienza estera, sia per l’appeal verso altri campionati come la Premier, sia per l’aspetto meramente remunerativo che altri ambienti gli garantirebbero più di Napoli o della serie A. Inoltre la società, non ha nemmeno la possibilità di trattenere il tecnico fino allo scadere del contratto cercando di bloccarne il passaggio ad un altro club, visto che l’accordo tra le due parti prevede una clausola rescissoria di 8 milioni di euro nel caso in cui l’allenatore voglia decidere di lasciare la panchina azzurra.

A noi dunque non resta che aspettare la fine della stagione, sperando che il “gatto Sarri” si destreggi con arguzia all’interno della scatola, e che se mai il veleno dovesse fuoriuscire che sia almeno un veleno dal dolce sapore, che sia un addio vittorioso con il tricolore cucito sul petto e non una fuga con la coccarda del bel gioco.