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Ho visto Maradona e non mi è piaciuto: tutto costruito a scapito della fantasia. E De Laurentiis ha vinto ancora

Ero al San Carlo lunedì sera, ho visto lo spettacolo Tre Volte Dieci. Sono tornato a casa con alcuni pensieri sparsi.

Aurelio De Laurentiis vince anche quando il Napoli non gioca. C’è chi lo accusa per il costo dei biglietti per le partite, ma che poi ha mediamente pagato 300 euro per uno show mediocre come quello del San Carlo. Con la differenza che il Napoli degli ultimi 7 anni raramente non ha regalato emozioni e spettacolo, nel vero senso della parola. Fossi stato in lui, di rientro dal San Carlo, avrei chiamato chi di dovere per annullare la vendita dei biglietti di Napoli-Real Madrid e riproporla con costi oscillanti tra i 400 e i 600 euro. A confronto con ciò che si è visto ieri sera è una proporzione più che onesta che il pubblico medio merita.

– Questi 4 giorni di Diego a Napoli sono stati solo ed esclusivamente business e soldoni. Peccato. Nulla di genuino, di naturale, di viscerale. Come ci piacerebbe fosse Maradona a Napoli. Tutto troppo costruito: dal suo ruolo nello spettacolo di Siani, dove la fantasia ha lasciato spazio a un copione letto e riletto e privo di elementi di originalità, alle conferenze stampa nude di qualsiasi spunto. E sappiamo tutti che il suo punto forte è la FANTASIA, in campo e fuori, nel bene e nel male.
Preferisco un Maradona lontano, quasi irreale, intangibile, che uno concretamente finto. E amo e ho amato Maradona come pochi. Ma per il suo bene e per l’amore di tutti i napoletani meglio che resti a Dubai e si ricostruisca il “mito” intorno alla sua figura

“Maradona non segue spesso il Napoli, forse non sa che negli ultimi 7 anni siamo l’unica italiana ad essere andata sempre in Europa, meglio anche della Juve”. L’ha detto De Laurentiis ed anche qui ha ragione da vendere. Diego parla di calcio (e del Napoli) con la stessa profondità del tizio del bar che per non restare avulso dai discorsi del lunedì, pur senza aver visto un minuto di partita, esprime comunque la sua opinione. E Diego questo non può permetterselo. Ricordate cosa disse di Sarri? E di Albiol? Ecco. Appunto.

Maradona resta unico. Il più bravo a cadere e sapersi rialzare e tornare a giocare: 30 anni però non si possono cancellare con quel messaggio di scuse finali verso suo figlio. Molto più bello quanto fatto fino a ieri con lui e senza le luci dello show. Quel finale, forse ancora perché terribilmente finto, non mi è piaciuto per niente.

– Io non so cosa abbia lasciato quella serata serata ma so che Maradona deve essere un totem e niente più, non va materializzato in questa città dove di materialità c’è già troppo. E il suo pensiero qui distoglie dal futuro. Il più grande limite dei tifosi napoletani resta quel periodo straordinario. É ora di guardare avanti e questo Napoli può farlo perché costruito molto meglio. Se si può parlare di Scudetto non è perché lo dice Diego in uno show teatrale: ma è perché davvero qualcuno ha preso questo club dal nulla in cui era sprofondato e l’ha portato, con un progetto imprenditoriale di cui si può dire tutto ed il contrario di tutto, a giocarsi la Champions contro il Real e non solo. Con le casse piene e un patrimonio tecnico che quest’anno è IMPRESSIONANTE.

Antonio Manzo

Twitter: @antoniomanzoff

Articolo modificato 18 Gen 2017 - 15:23

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Antonio Manzo
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