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L’ampiezza della rosa e qualità nella alternative, tanta, prima di tutto. La conditio sine qua non della società partenopea in vista di una seconda parte di stagione ricolma di impegni, tenendo il ritmo su tre competizioni, senza mai guardarsi indietro. Una strategia imprescindibile, condivisa in ogni aspetto dalla società alla guida tecnica, che porta a scelte doverose anche in sede di mercato.

Due no ad Osti e Ferrero. Rifiutare, in maniera decisa, fare muro ad ogni assalto ai propri pezzi pregiati. Anche chi, ad oggi, meno impiegato avrà le proprie opportunità nell’arco di una stagione logorante e pregna di impegni. Come evidenziato nell’edizione odierna di Repubblica ne è consapevole Ivan Strinic, l’ex Dnipro rientrato gradualmente nei ranghi dopo i problemi fisici estivi e l’apprendistato alla corte di Sarri freme in attesa di un’occasione propizia. Nessuna attenzione alle voci di mercato, solo speculazioni  – parola del diretto interessato  – concentrazione esclusivamente riposta in una voglia matta di farsi trovare pronto, alla prima occasione. Opinione condivisa dalle alte sfre partenopee, che hanno risposto picche all’interesse della Sampdoria. Nessuna speranza di vedere il croato in maglia blucerchiata, così come per Manolo Gabbiadini. Margini di trattativa pari allo zero per l’attaccante bergamasco, rifiutata ogni proposta circa eventuali scambi. I rapporti sull’asse Genova-Napoli restano idilliaci, ma la programmazione azzurra non può prescindere da alternative in rosa di primissimo livello.

Articolo modificato 9 Gen 2016 - 14:39

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Scritto da
redazione