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Da Izzo a Verde, quanti giovani si è lasciato sfuggire il Napoli. Il rinnovo di Sepe e il precedente di Insigne l’inizio di una nuova era

Il Napoli blinda il portiere del futuro. E’ arrivata ieri l’ufficialità del rinnovo di Luigi Sepe, giovane portiere azzurro in prestito all’Empoli. La società azzurra ha lanciato un chiaro messaggio prolungando l’accordo con il classe ’91 fino al 2019: puntare sui prodotti del proprio vivaio. Partendo non soltanto da Insigne, ma anche dal giovane portiere torrese che ha già esordito con la maglia azzurra: era il 28 gennaio 2009, giorno di Fiorentina-Napoli, gara in cui Sepe subentrò all’infortunato Gianello.

ESPERIENZE. Tanta gavetta per il giovane portiere, che però ha dovuto attendere altri due anni da allora per confrontarsi con il calcio che conta. Nel 2011 è arrivato il prestito al Pisa, squadra con cui Sepe è riuscito ad affermarsi come uno dei migliori portieri della categoria. Un’esperienza che gli ha fruttato un’ulteriore occasione: stavolta in Serie B, con la maglia del Lanciano. Neanche questa volta ha deluso le attese. Infine, il grande salto verso la A, precisamente ad Empoli, dove inizialmente avrebbe dovuto fare da secondo. Così non è stato, perché il giovane portiere ha battuto la concorrenza del più esperto Bassi diventando ben presto il titolare della squadra di Sarri, una delle sorprese del torneo. Ieri, infine, il rinnovo del contratto con il Napoli, sino al 2019. Sepe è pronto a conquistare anche questa piazza.

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GIOVENTU’ BRUCIATA. Una piazza che sinora si è rivelata nefasta per alcuni giovani partenopei. Nemo propheta in patria, si dice. Ma la colpa probabilmente non è attribuibile soltanto ai calciatori, bensì ad alcune scellerate scelte della dirigenza partenopea, come quella di cedere il difensore Izzo, in comproprietà, fino alla scorsa stagione, tra Napoli e Avellino. Con gli irpini si era messo in luce in Serie B, e alle buste l’impressione era che gli azzurri potessero riscattarlo. A spuntarla furono invece i lupi, che lo cedettero al Genoa. Izzo non è però il solo giovane campano che il Napoli si è lasciato sfuggire. In questa stagione di Serie A si stanno mettendo in luce il centrocampista Mandragora, partenopeo doc in forza – anche lui – al Genoa, e l’esterno d’attacco Verde, che invece veste la maglia della Roma.

IL GIOIELLO. Precedente favorevole da cui ripartire è quello di Lorenzo Insigne, vero diamante della scugnizzeria partenopea. Il folletto azzurro è stato il vero capolavoro della dirigenza partenopea. Acquistato per 1.500 euro, anche Insigne ha dovuto passare attraverso la gavetta prima di approdare al San Paolo. Dieci presenze alla Cavese nel 2010, poi a Foggia e Pescara sotto la guida di Zeman, tecnico che ha messo in luce le capacità balistiche e tecniche del talento di Frattamaggiore. Il numero 24 partenopeo è alla terza stagione in azzurro ed è diventato uno dei punti fermi della squadra allenata da Benitez, malgrado l’infortunio che lo terrà lontano dai campi fino a fine mese. Il precedente di Lorenzinho può aiutare: un Napoli di napoletani è il sogno di ogni tifoso azzurro.

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IL FUTURO. Sepe, Insigne, ma non solo: ad oggi la scugnizzeria partenopea conta alcuni talenti davvero interessanti. Tutino è in prestito a Gubbio, ma nella rosa di Saurini spicca il talento di Bifulco che ha da poco firmato il suo contratto da professionista con il Napoli. Interessanti anche Prezioso, Persano e  Luperto (anche se quest’ultimi due non sono campani). Importante sarà valorizzare questi giovani attraverso prestiti e gavetta, seguendo l’esempio di Sepe, che dalla prossima stagione probabilmente vestirà i colori azzurri che ha sempre desiderato, spingendo i ragazzi della scugnizzeria ad inseguire i propri sogni.

Vittorio Perrone
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