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Napoli-Cagliari, col pareggio al San Paolo riaffiora una debolezza degli azzurri

I tifosi partenopei erano accorsi numerosi al San Paolo, speranzosi di rivedere i colori azzurri trionfare come nelle ultime uscite e invece sono dovuti tornare a casa piuttosto delusi. Non è tanto il pareggio che fa male, bensì il modo in cui è maturato. Per i primi 35 minuti si è visto un Napoli voglioso e con grande cattiveria agonistica, capace di stanare nella propria trequarti una squadra come quella di Zeman che fa della fase offensiva e del pressing la propria filosofia di gioco. Dopo il gran gol da centrocampo di Inler, però,  è riaffiorata una debolezza che è fin troppo nota ai tifosi napoletani.

L’equilibrio mentale viene spesso a mancare dopo aver raggiunto un risultato agevole a proprio favore. È successo numerose volte, infatti, che gli azzurri abbiano subito il ritorno degli avversari. Dopo il 2 – 0 si è notato un calo di tensione vertiginoso, favorendo le speranze di un risultato positivo agli occhi dei giocatori sardi. Altri esempi in questo primo scorcio di stagione si possono intravedere in partite come quelle contro il Palermo o l’Inter, ma di certo il calo più doloroso si è avuto dopo il vantaggio ottenuto grazie al gol di Hamsik nel preliminare di Champions League a Bilbao. Dopo quel gol la squadra sembrava aver gettato completamente la spugna. Tra l’altro anche col Verona si era intravisto questo calo, venendo recuperato due volte dalla squadra di Mandorlini anche se poi l’attacco ha trascinato il risultato sul 6 – 2.

Una grande squadre è tale quando, oltre a raggiungere un risultato favorevole, riesce anche a difenderlo. Nelle partite contro Roma e Fiorentina aveva dato l’impressione di essere ridiventata grande e con una mentalità vincente ma col Cagliari l’incertezza del risultato finale l’ha fatta da padrone. La speranza è che questo sia dovuto ad una sfortunata serie di eventi, quale la pausa dovuta alle partite internazionali, una sfavorevole congiunzione astrale, al merito dell’avversario, all’assenza di Insigne o a quella improvvisa di Mertens.

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Scritto da
redazione