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La differenza abissale tra sconfitte: quando a vincere è la voglia, la forza o la fortuna

Ripenso alle ultime due sconfitte del Napoli: Athletic Bilbao al “San Mamès” e ieri al “San Paolo” contro il Chievo Verona. Per quanto entrambe portino zero punti nella casse azzurre e siano figlie di una serie di palesi problemi tattici e psicologici di Higuain e compagni, restano due casi diametralmente opposti. La debacle basca è stata meritata, c’è poco da dire o da fare dietrologia. Il team di Benitez ha pagato un approccio poco deciso, i tanti errori di impostazione, una ripresa a dir poco disastrosa, una gestione del risultato completamente errata. Insomma, rete di Hamsik a parte che fa sempre piacere, della trasferta basca non si salva nulla. A gettare benzina sul fuoco poi, l’importanza della Champions sfumata, i 31 milioni di market pool che il Napoli non ha potuto investire, un mercato poi sfumato con un cambio di rotta dovuto ad un’Europa League che non aggrada e soddisfa nessuno, neanche chi doveva arrivare all’ombra del Vesuvio.

Il ko di ieri contro i clivensi, è stato figlio invece dell’ingiustizia e dell’imprevedibilità del calcio, che spesso fa i conti con la sfortuna, con gli episodi e con variabili imprevedibili ed impazzite. La prima, è stata Bardi: un portiere dal grandissimo talento ma che ieri ha vestito i panni del Supereroe vincendo la sfida contro tutto e tutti. para il rigore ad Higuain, respinge le conclusioni di chiunque lo volesse superare. Insomma, imbattibile. Torniamo un attimo al rigore: cosa sarebbe successo se l’argentino l’avesse segnato? tutto o forse nulla. Merito poi al Chievo, che non ha mai mollato e che ha saputo fare la voce grossa al San Paolo senza paura. Perchè forse, aveva più voglia di vincere ed è stato fortunato ad avere i giusti mezzi per farlo.

Mi ha colpito una frase che ho ascoltato da Abate del Milan alla fine del primo tempo contro il Parma: “Se si deve perdere vogliamo perdere perchè gli avversari sono più forti, non perchè hanno più voglia di noi”. Parole sante. Ognuno ha la sua idea su ciò che è successo ieri, la mia è “nessun dramma”. E’ ancora troppo presto per distruggere tutto, per dire che il Napoli si è sfasciato o che sarà una stagione fallimentare. E’ ancora presto per gettare il progetto del club alle ortiche o chiamare una rivoluzione tecnica. Tempo al tempo. Perchè la sconfitta di ieri non è quella spagnola, statene certi.

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Articolo modificato 15 Set 2014 - 19:11

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Scritto da
redazione