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Fallimento Napoli, pene confermate per Corbelli e Ferlaino

Crac del Napoli Calcio, confermate alcune condanne di primo grado a carico degli ex titolari della società azzurra. Viene così condannato a tre anni Corrado Ferlaino, tre anni e sei mesi per Giorgio Corbelli (per loro la richiesta del sostituto pg era di quattro anni e quattro anni e sei mesi), al termine di un dibattimento che puntava a fare luce sulla gestione del patrimonio societario del Napoli Calcio sotto la guida di Naldi, Ferlaino e Corbelli.
Con lo stesso provvedimento, è stato assolto Giuseppe Tampalini, ex consulente di Corbelli, a conferma della sentenza di primo grado, ed è stato assolto per non aver commesso il fatto anche Cesare Naldi (difeso dal penalista Lucio Majorano), ribaltando la condanna a un anno e quattro mesi in primo grado. Non passa la linea dell’accusa solo a proposito delle plusvalenze dei cartellini di alcuni calciatori stranieri.

Il nocciolo dell’inchiesta puntava a ricostruire il ruolo degli ex presidenti, per aver esposto nei bilanci «fatti non rispondenti al vero», ovvero per «aver distratto, dissipato o comunque occultato beni facenti parte del patrimonio sociale, anche non impedendo eventi che avevano l’obbligo giuridico di impedire provocando, in tal modo, un danno patrimoniale ai soci e ai creditori».
Tra i passaggi chiavi dell’indagine, condotta per oltre un triennio dalla Procura di Napoli, c’è la ricostruzione cronologica della vendita del Centro Paradiso, il complesso sportivo e immobiliare di via Vicinale Paradiso, dalla Ssc Napoli ad una società di Brescia e del Centro sportivo di Marianella a favore di una società campana, poi fallita.
«Tali operazioni – secondo quanto accertato dai pm Del Mauro e Piscitelli – sono state concluse a condizioni considerate largamente svantaggiose per il club, con un conseguente grave danno patrimoniale».
Non vengono invece accolte le conclusioni dell’accusa in appello, per quanto riguarda la storia delle plusvalenze dei cartellini di Matuzalem, Husain e di Montezine, vicende per le quali il sostituto pg aveva chiesto un inasprimento delle condanne rispetto alla sentenza di primo grado.

Fonte: Il Mattino

Articolo modificato 1 Mar 2014 - 09:43

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Scritto da
redazione