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Come appunto avevo già anticipato nella presentazione del pre-partita, prevedevo una partenza sprint da parte della squadra bianconera.

Partenza ed intensità iniziali che potevano essere contrastate solo con un approccio alla gara determinato e cattivo da parte del Napoli.

Ultimamente, la squadra azzurra, quando è impegnata contro squadre di un certo livello, sta dimostrando un approccio quasi e sistematicamente sbagliato alla partita: è capitato con l’Arsenal, con la Roma, ed, infine, anche con la Juve.

È pur vero che il Napoli è un’ottima squadra, ma incompleta: manca una spalla ad Albiol , un centrocampista se non due di spessore e personalità e sta mancando anche un alter ego di Higuain. Hamsik scompare nelle partite importanti, quando c’è intensità di gioco, i reparti avversari sono corti ed i tempi di gioco brevi, va in difficoltà.

Ricapitolando: una caduta contro la Juve è del tutto legittima, alla luce dei percorsi delle due società, ma soprattutto del parco giocatori a disposizione e Benitez lo aveva preannunciato, ma la cosa che mi rammarica di più è stata la mancanza di cattiveria, agonismo e voglia di vincere, palesata dalla squadra azzurra e sportivamente vanno fatti i complimenti a Conte che ha avuto il pregio di preparare la partita perfettamente, non tralasciando nulla e soprattutto, nonostante anni di successi, è riuscito a trasmettere alla squadra rabbia e determinazione.

Il Napoli, dal canto suo, avrebbe dovuto contrastare di più la frenesia juventina, aggredendo e rispondendo colpo su colpo nei minuti iniziali, invece, sembrava un pugile chiuso in un angolo che subiva senza rispondere agli attacchi dell’avversario.

Higuain era troppo solo davanti, Hamsik non supportava né l’attaccante argentino né il centrocampo e la sola posizione di Pirlo lo infastidiva, poco movimento senza palla da parte dello slovacco, tutto il centrocampo era in difficoltà: come si fa a non capire che quello è il punto di forza della Juve e da lì nascono tutte le loro vittorie?

Farlo giocare, mettersi dietro ed aspettare è un suicidio!

Non a caso, la squadra juventina ha difficoltà in Europa, dove gli si frappongono squadre che giocano ad un’intensità alta ed hanno un approccio aggressivo fin dal primo all’ultimo minuto di gioco.

Bisognava approfittare della superiorità numerica sulle fasce: le due catene di destra e di sinistra della Juve sono state superiori, il Napoli ha perso ogni scontro individuale.

Troppi gli errori commessi dalla squadra azzurra: sento recriminare sul fuorigioco sul primo goal, ma, al di là dell’esistenza o meno dello stesso, in quella circostanza, Fernandez non può lasciare l’uomo libero in quel modo, questi errori si pagano e, se non ci fossero state le provvidenziali parate di Reina, il Napoli, completamente nel pallone nei primi 10 minuti, avrebbe subito 3 goal.

Gli azzurri erano troppo lunghi, nonostante non effettuasse un pressing alto: Llorente è riuscito nel suo intento, quello di allungare la squadra avversaria e permettere gli inserimenti dei centrocampisti, ma soprattutto lo spazio tra le linee per le giocate di Tevez.

Il Napoli ha fallito anche l’unico obiettivo prefissato nel pre-gara, ovvero far male nelle ripartenze: la mancanza di movimento di Hamsik e la prevedibilità delle giocate azzurre le bloccavano sul nascere.

Non aggrappiamoci agli alibi, piuttosto ammettiamo che questa squadra, nonostante abbia un grande allenatore e molti buoni giocatori ha bisogno di top player per centrare obiettivi importanti.

La tattica e l’approccio alla gara sono fondamentali e possono contribuire ad ottenere buoni risultati, ma in alcune zone del campo urge personalità, non a caso Juventus e Roma dispongono entrambe di un centrocampo superiore a quello del Napoli.

A questo punto, il Napoli deve rialzare la testa e capire, da questo bagno di umiltà, che deve essere più affamato, soprattutto in determinate partite, ripartire da alcuni sbagli e continuare a tenere il passo, in attesa del mercato di gennaio .

Mister Geppino Marino

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Scritto da
redazione