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L’uomo dei record ne ha già abbattuto un altro. Come se fosse semplice. L’oro di Napoli non aveva mai iniziato una stagione in maniera così travolgente. «Non so se questo è l’anno giusto, perché siamo appena alla seconda giornata di campionato. Ma quello che so è che era davvero importante vincere qui perché da tre anni raccoglievamo solo delusioni. Sono felice per i due gol, ma soprattutto perché lascio Verona con una vittoria».

Quattro gol in due partite, lo scorso anno ne fece due nelle prime due partite e nel 2009 inizio con tre reti ma in tre gare. Raggiunge Pogliana nella classifica delle presenze ma tra due gare acciufferà niente di meno che Attila Sallustro, il mito degli anni ’30 del calcio napoletano. Benvenuto nel mondo di Marek: se il Napoli è un kolossal, lui comanda il gioco con puntuale lucidità e fantasia. Sempre. E in più segna pure: 65 gol in serie A. Ma lui pensa ad altro, con la proverbiale umiltà di chi sa che nulla è fatto finché resta qualcosa da fare: «Ci siamo fatti rimontare due volte ma ero convinto che fossimo in grado di fare un altro gol. Questa squadra è compatta e motivata e tra le sue doti c’è quella che non si abbatte mai. Qui a Verona facciamo sempre fatica, dopo il 2-2 potevamo disunirci ma siamo stati bravi a riprendere la partita. Questa è una grande qualità del Napoli».

Racconta e si racconta. Con quel filo di voce che sa quasi di timidezza. «Il primo è stato un bel gol, sul secondo mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Fortunato? E che male c’è ad esserlo? Questa squadra può segnare con qualsiasi attaccante, questa è un’altra delle nostri armi». Marekiaro, però, è anche il leader di questa squadra nuova di zecca. È il cuore, l’anima, l’uomo degli effetti speciali ma anche il vivandiere. Tocca a lui riempire di elogi gli altri. «Sono contento del gol di Higuain, che sia sbloccato è un bene sia per lui che per la squadra. Perché lui per noi è un giocatore fondamentale, è al centro del nostro gioco. Lui lo sa e spero che sia il primo di una lunga striscia di reti che farà in questa stagione».

Poi, lui, è anche un bravo ragazzo. L’amico della porta accanto, quello che nel regno, a Villaggio Coppola, va a spasso come se fosse uno qualsiasi. E non il fenomeno che può regalare il terzo scudetto della storia. «I gol, i miei gol, sono sempre un regalo per la mia famiglia». Per Martina e i suoi due figli, ovvio. Una domanda quasi ingenua. È felice Marek. A modo suo, ma lo è davvero. «Perché ci siamo fatti recuperare due volte e abbiamo rischiato di complicare davvero la gara, ma sapevo che siamo forti.E non ci siamo scoraggiati neppure per un attimo. Se segno di più per il cambio di posizione? Può essere. Ma ripeto, quello che conta è vincere non chi fa gol».

fonte: Il Mattino

Articolo modificato 1 Set 2013 - 10:16

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Scritto da
redazione