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“E’ lui l’uomo giusto”. Così Benitez ha accolto Fabio Pecchia…

L’importanza del vice. Un ruolo delicato, lo sanno molto bene i titolari di panca. Ecco perché preferiscono ritrovarsi accanto quanto di meglio ci possa essere, e la scelta è sempre più che meditata. Perché il secondo deve diventare un vero e proprio alter ego, perché se c’è piena sintonia fra il trainer e il suo vice, le cose sono destinate a funzionare per il meglio, in tutto e per tutti. Ma anche perché non bisogna ritrovarsi soli nei rapporti con la società, i media, i tifosi, e c’è una metodologia d’allenamento da portare avanti. Il vice diventa perciò uno schermo, lui per primo fra i collaboratori, diventa punto di riferimento, determinante anche nella gestione dello spogliatoio. Insomma, a ben vedere è un allenatore a tutti gli effetti.

LA SCELTA – “Ok, lui mi sembra quello giusto” pare non abbia per nulla traccheggiato Benitez quando gli è stata sottoposta la candidatura dell’avvocato Fabio Pecchia. Anche perché il centrocampista ex Napoli gli aveva fatto visita ai tempi di Liverpool. Incantato dal suo modo di allenare. E, di rimando: “Sono felice, ci mancherebbe. Non avrei mai detto di tornare qui, dove mi sono formato come calciatore e uomo. Essere al fianco di un allenatore di questo spessore è per me motivo d’orgoglio”. Occasione unica, gioia incontenibile, voglia di calarsi subito nella parte, per uno come lui, che proprio a Napoli vorrebbe lasciare un segno profondo. Dopo aver lasciato tracce consistenti a Torino, vincendo in campo con la Juve campionato e Supercoppa. Un vero e proprio titolato, più di quelli che lo avevano preceduto.

Fonte: Il Corriere dello Sport

Articolo modificato 1 Lug 2013 - 10:39

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Scritto da
redazione