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L’editoriale di Alessia Bartiromo: “La scaramanzia di quando si affronta il Bologna”

Scaramanzia e Napoli, due concetti che ormai vanno di pari passo. Ma facciamo un passo indietro. Il campionato sta ormai per concludersi e, alla terz’ultima giornata di questo lungo cammino, il Napoli deve affrontare lo scoglio Bologna in una serata che potrebbe regalare a Cavani e compagni la matematica certezza del secondo posto in classifica e dell’accesso diretto alla prossima Champions League senza passare per gli scoccianti preliminari.

Se una parte di me è già pronta a reinserire sul cellulare di ultima generazione la suoneria della blasonata competizione lasciando nuovamente di stucco tutti coloro che si trovano nei miei paraggi ogni qual volta che mi trovi a ricevere una telefonata, un’altra parte di me ci vuole andare cauta. Non perché non creda negli azzurri o nel loro valore contro una squadra sì dalle sette vite ma completamente allo sbando ma proprio perché ci troviamo al cospetto del Bologna, proprio quel Bologna, lo stesso che lo scorso dicembre a distanza di tre giorni, mi fece “intossicare” 48 ore della mia preziosa vita.

A colpirmi fortemente nell’orgoglio e nell’anima non fu il ko in campionato: una sconfitta in rimonta purtroppo nel calcio è cosa ordinaria ed al “San Paolo” eravamo già stati testimoni di un evento nefasto similare proprio con un’altra squadra rossoblù, il Cagliari. Assodato che questi colori ultimamente non ci portino troppa fortuna, quello che mi causò un vero e proprio shock fu il match degli ottavi di finale di Coppa Italia lo scorso 19 dicembre, sempre nell’impianto di gioco di Fuorigrotta che per l’occasione però, non mi vide presente.

Negli occhi avevo ancora ben impresso quel bellissimo 20 maggio all’Olimpico di Roma, una delle trasferte e delle giornate più belle della mia vita. Forse credevo di nuovo nell’impresa, sicuramente non immaginavo neanche lontanamente che il Napoli potesse essere eliminato brutalmente dal Bologna al 91′ grazie ad un eurogol di Kone. Ricordo gli sfottò, la rabbia di quei momenti, un’uscita poco dopo con gli amici ed alla prima risposta acida ecco che arriva la frase che non vuoi mai sentirti dire: “E vabbè, cosa sarà mai una sconfitta, è un gioco”. Primo punto: il calcio non è banalmente un gioco, almeno non per me. Secondo punto:  Konè, al 91′, Konè!!! Ira funesta.

Stasera la truppa di Mazzarri sfiderà proprio quel Bologna ma gli obiettivi e le motivazioni saranno completamente diverse. Mi fido dell’operato del tecnico sotto l’ombra del Vesuvio e soprattutto delle sue pedine ma si sa, per noi partenopei la scaramanzia è importante. Non mi costerà nulla aspettare altri 90′ prima di impostare nuovamente la singolare suoneria, o prima di mettere la maglietta “E’ anche grazie a te che siamo in Europa”. In Champions, volendo proprio dirla tutta, già ci siamo matematicamente, ma il secondo posto a fine stagione avrebbe decisamente un sapore diverso. Noi siamo pronti, sicuramente lo saranno anche De Sanctis e compagni.

Alessia Bartiromo

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Articolo modificato 8 Mag 2013 - 11:53

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