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Gennaro Sardo, nato a Pozzuoli nel 1979 di professione fa il terzino destro e da quattro anni è nella formazione del Chievo Verona.
Un campano dunque, quasi napoletano, che ha cominciato la sua carriera tra le formazioni dilettantistiche della Provincia del capoluogo partenopeo: Giugliano, Palmese, Sant’Anastasia e Terzigno. Per arrivare a vestire le maglie di Salernitana e Avellino tra il 2002 e il 2004, prima di partire come tanti uomini dal Sud per il Nord Italia in cerca di fortuna, e qui l’approdo al Piacenza.
L’esordio in Serie A però arriva con un’altra squadra del Sud, il Catania nel 2006. Dopo tre anni passa al Chievo Verona nell’inverno del 2009 e qui insieme a Davide Moscardelli diventerà uno dei peggiori incubi dei tifosi del Napoli, suo malgrado da napoletano vero.

Gennaro Sardo infatti il 2 febbraio 2011 mise a segno un gol bellissimo, che dopo quello di Moscardelli appunto, freno con un 2 – 0 seccola rincorsa del Napoli ai primi posti della Classifica, cosa che proprio al Chievo è riuscita spesso anche nelle stagioni a seguire.
Contattato dalla redazione de Il Mattino, Sardo ha rilasciato una lunga intervista su questi ricordi e sul presente del Napoli e del Chievo, parlando anche della sua assenza forzata nella sfida di domenica prossima.

“L’unica volta che ho sentito i miei tifosi insultare un avversario è stato nel 2010: se la presero con Balotelli. Solo dei fischi però, niente insulti. Domenica, come sempre, ci saranno più tifosi azzurri che clivensi allo stadio.”

Un vantaggio per il Napoli?
” Ma no, perchè tanto è così ogni volta che al Bentegodi viene una big. Anche contro la Roma lo stadio era giallorosso ma noi non ci siamo mica intimiditi.”

Per domenica non recupererà, vero?
“Eh no. Il collaterale mi fa male, speravo di farcela perchè per me la sfida con gli Azzurri è sempre speciale, ha un valore particolare: feci uno dei gol più belli della mia vita al Napoli. Ma anche stringendo i denti, è impossibile.”

Il Chievo è squadra tabù per il Napoli.
“Lo sappiamo, non facciamo che scherzarci su negli spogliatoi…l’anno scorso con Pioli siamo stati spietati, ma anche con Di Carlo non abbiamo concesso nulla. La nostra forza? La solidità difensiva.”

A proposito,  Andreolli poteva vestire l’azzurro.
“Sarebbe stato il colpo giusto: lui nella difesa a tre ricopre più ruoli. Meglio che sia rimasto qui, perchè ci dobbiamo ancora salvare.”

Non siete messi bene: 1 punto nelle ultime 5 gare. Contestazioni?
“Macchè. Questa è un’isola felice, neppure una parolaccia. A volte farebbero persino bene, servirebbe per tenere alta la tensione. Ma il Chievo è il posto più bello dove si possa giocare a calcio.”

Chievo è a Verona, però. Non ha mai incontrato neppure uno dell’Hellas che l’abbia apostrofato in malo modo?
“Tipo terrone? Mai. Ma capiterà il prossimo anno, c’è da giurarci. Soprattutto se tornano in Serie A e ci sarà il derby.”

Il Napoli se vuole vincere lo Scudetto deve vincer con il Chievo.
“Lo sappiamo bene che per loro è una gara fondamentale. Ma mi spiace, lo è anche per noi: dobbiamo arrivare a 40 punti il prima possibile. E poi se gli azzurri non dovessero vincere il titolo è perchè non hanno battuto la Sampdoria e l’Udinese.” 

Piuttosto sicuro.
“Siamo reduci da una grossa ingiustizia subita a Firenze, siamo arrabbiati. Davvero il Napoli ci incontra nel momento peggiore.”

 

Articolo modificato 7 Mar 2013 - 17:59

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Scritto da
redazione