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Napoli società virtuosa, si conferma leader del fair play finanziario

Non avevamo dubbi. La macchina Napoli viaggia a velocità sostenuta, almeno per ciò che riguarda i bilanci. Dalle pagine del quotidiano “Il Mattino” si sono conosciute le cifre di un successo, i numeri di una vittoria, per il momento finanziaria, ma ben presto si auspica che i virtuosismi economici a cui la società di De Laurentiis ha saputo far fronte, con un’oculata gestione dei capitali, equilibrando gli stipendi, adeguati coerentemente con le proprie possibilità standardizzate ai canoni europei, vincolando i diritti di immagine a tutt’oggi nelle mani dell’entourage azzurro, auspicando sempre maggiori introiti in un futuro che si appresta ad essere florido almeno sotto l’aspetto monetario.

Eccoli i numeri, alcuni impressionanti, comparsi sulle pagine del quotidiano napoletano: Il bilancio 2011-2012, terminato sul campo con tre importanti risultati firmati Mazzarri (ottavi di finale di Champions, qualificazione in Europa League e conquista della Coppa Italia), segna un attivo di 14.720.757 euro per il club di De Laurentiis. È vero che nella scorsa stagione sono aumentati gli stipendi dei calciatori (da 45.6 a 52.7 milioni), ma sono lievitati i proventi di sponsor e diritti televisivi: 130.825.453, +21,4 milioni rispetto alla stagione 2010-2011, soprattutto grazie alla partecipazione ad otto partite di Champions. Il totale del valore di produzione è stato di 155.929.550 mentre il totale del costo di produzione è stato di 129.683.970. Registrato un aumento per le spese di consulenza dei procuratori (4,9) e amministrative (6,4), comprese quelle per gli onorari dei componenti del Cda.
I conti del club – capitale sociale 501.000 euro, 500 azioni detenute dalla controllante Filmauro e una da Aurelio De Laurentiis – hanno consentito di creare un fondo riserva volontario molto solido: un tesoretto da 25.823.437 euro, tre milioni in più rispetto al 2011.

Come si spiega un successo finanziario di queste proporzioni? Gli amministratori del club sono convinti che è frutto di un ottimo andamento dei risultati sportivi conseguiti dalla prima squadra e dall’analisi e dallo sfruttamento delle possibilità economiche che il mercato di riferimento continua ad offrire. Del resto la società partenopea ha ben chiaro quale siano le strategie  del proprio presidente, in linea con le ambizioni di un progetto destinato a crescere: “La Ssc Napoli continua ad essere una società con moderni e ambiziosi programmi che, dal punto di vista sportivo, si pone l’obiettivo di riuscire a competere sempre più stabilmente nell’ambito delle competizioni internazionali e di raggiungere una dimensione adeguata al bacino di utenza del club». La società «continuerà a puntare allo sviluppo delle attività esistenti ma anche ad investire ulteriormente su settori capaci di generare proventi, quali ad esempio il merchandising, anche attraverso l’apertura di temporary shop, l’e-commerce e le Academy. Saranno rafforzate le iniziative finalizzate al potenziamento della prima squadra e del settore giovanile, mantenendo inalterata la filosofia dell’investimento capace di dare frutti nel tempo”.

In un contesto in cui la gestione aziendale del gruppo di lavoro costruito da De Laurentiis ha dato frutti più che ottimi, è normale che ci siano delle preoccupazioni che potrebbero minare la crescita esponenziale che negli ultimi anni a posizionato il Napoli ai vertici delle rampanti nuove realtà del panorama calcistico europeo. Una di queste è certamente la stipula del nuovo contratto televisivo in scadenza nel 2015, dove il presidente ha più volte manifestato dissensi sulle prospettive delineate: La società, alla stregua delle altre di A, lega i suoi principali proventi al mercato dei diritti radiotelevisivi e, ove il mercato dovesse subire una grave flessione degli introiti, anche la situazione della Ssc Napoli potrebbe subire ripercussioni negative», è sottolineato nella relazione degli amministratori: 85,8 milioni i proventi per diritti tv e radio per il Napoli nella scorsa stagione. Inoltre sono state ufficializzate le cifre del mercato estivo 2012: entrate per 32 milioni e spese per 23,3, e della campagna abbonamenti (10mila tessere).

Operazione fair play raggiunta, ancora una volta, in maniera impeccabile. I numeri ci sono tutti per raggiungere i traguardi che tutta la tifoseria si augura, sono oramai solide le basi per intensificare l’arrivo di elementi di caratura internazionale per poter legittimare questi risultati finanziari con altrettanti successi sportivi che relegherebbero la società definitivamente nell’elité del calcio, non solamente sotto l’aspetto economico.

 

Articolo modificato 30 Dic 2012 - 18:10

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Scritto da
redazione