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“Abbiamo 12 punti in più rispetto allo scorso anno”, così ha tuonato, col petto gonfio d’orgoglio, il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis nell’immediato post gara di Napoli – Pescara. I numeri sono come la verità. Li puoi distorcere, ci puoi discutere su ma sono immutabili e rappresentano la distinzione tra una buona ed una pessima stagione, proprio come la verità è la differenza tra il bene ed il male. Dunque, le parole, del patron della Filmauro valgono tanto oro quanto pesano. La truppa di Mazzarri, senza l’affascinante ma ingombrante Champions League, sta viaggiando a medie così importanti che può abbattere ogni limite.

Corsa per il titolo – Quest’anno, con questa Juventus schiacciasassi, in molti ritengono che i famosi 80 punti non basteranno per aggiudicarsi lo scudetto. Occorrerà fare qualcosa di più. Il Napoli in 15 giornate ha raccolto 33 punti. Facendo una proiezione, con questo dato, sui totali 38 turni del campionato di Serie A, gli azzurri potrebbero raggiungere la quota di 84 punti e, dunque, essere una seria pretendente per il tricolore. Ma per parlare di questo dobbiamo mettere sotto la lente d’ingrandimento i 33 punti, 28 gol fatti e 12 subiti degli azzurri di Walter Mazzarri.

Il fortino San Paolo – Quasi percorso netto. Quasi. Se non fosse stato per Aronica col Torino ed un mancato killer instinct contro il Milan. Sei vittorie su otto gare nel catino di Fuorigrotta, nessuna sconfitta. Una squadra, quella azzurra, che ha acquisito grande padronanza del proprio terreno di gioco dove, tranne con Chievo e Toro, ha sempre segnato più di una rete, collezionandone ben 19. Una media di poco superiore alle due a partita. Ottimo se non fosse che la difesa, in casa, non sembra impenetrabile. Sette goal subiti. La porta di De Sanctis è restata inviolata solamente in due occasioni, con Chievo e Lazio. Questo è un dato preoccupante ma non allarmante. Di certo si può analizzare. Il Napoli, negli scorsi anni, grazie alle sgroppate di Lavezzi, si affidava, anche in casa, ai contropiedi e riusciva a tenere chiusa la saracinesca per molte gare (recente il record di 862 minuti di imbattibilità casalinga di De Santics). Quest’anno, Mazzarri, sembra aver dato un nuovo input alla squadra: giocare di più con la palla, manovrare e non agire solo di rimessa. L’effetto collaterale c’è ed è una difesa obbligata ad alzarsi troppo e che si trova scoperta quando viene attaccata alle spalle. Il vero punto debole degli azzurri. La sensazione è, per altro, che il Napoli, in casa, soffra di incredibili cali di tensione quando il risultato della partita sembra al sicuro. E’ il gradino da salire per affacciarsi al piano delle grandi, non di posizione in classifica ma di mentalità.

E’ un Napoli solido, in trasferta – Per assurdo, nonostante le uniche due sconfitte azzurre siano arrivate su campi esterni, a Torino con la Juventus ed a Bergamo contro l’Atalanta, il Napoli ha subito meno gol in trasferta che in casa (5 contro 7), tenendo chiusa la porta per ben quattro turni. Di contro c’è un dato: se non si segna non si vince. Le due sconfitte sono arrivate per 2-0 ed 1-0, e l’unico pareggio esterno risale allo 0-0 di Catania. Nelle altre quattro gare si è segnato (9 reti) e si è vinto. A Palermo, contro la Sampdoria e contro il Cagliari si sono giocate forse le migliori partite, dal punto di vista dell’organizzazione difensiva, dell’era Mazzarri. Il picco, sotto questo senso, fu toccato a Manchester contro il City di Roberto Mancini ma alzi la mano chi, nelle partite contro le tre squadre elencate poco fa, non ha pensato almeno una volta: finalmente una buona difesa. L’unica gara un po’ più Zemaniana, per usare un termine in voga di questi tempi (anche se di Zeman questa Roma, e questo campionato, ha ben poco), è stata quella di Genova, vinta sul filo del rasoio e dei nervi.


Numeri importanti
– I numeri, come è stato detto in precedenza, sono come la verità. La verità di questo Napoli è che l’inizio di questa stagione è da incorniciare. Terzo migliore attacco e seconda migliore difesa. Attento e cinico in trasferta, forte ed imprevedibile in casa. Poco divertente fuori le mura amiche, distratto ed ingenuo in casa. Queste le due facce degli azzurri. La sensazione è che bisogna continuare così in trasferta e consolidare la tensione mentale nelle sfide casalinghe quando la gara è in discesa per puntare realmente in alto. Per fare ancora di più. Perchè i numeri di questo Napoli sono già importanti ma possono esserlo ancora di più. Bisogna puntare sempre più in alto. Numeri importanti per una stagione importante.. per un traguardo importante.

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Articolo modificato 3 Dic 2012 - 19:02