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Il 31 agosto è ancora lontano. Intanto, però, la scossa al mercato del Napoli viene dal centrocampo. Al terminal di Dimaro arrivano voli provenienti dall’Italia ma qualcuno può anche decollare alla scoperta delle coste spagnole. Steso un velo pietoso sul top player, una delle priorità in casa azzurra è garantire la doppia scelta a Mazzarri in ogni ruolo. Gli acquisti e le trattative in corso sono orientate esattamente verso quest’obiettivo. Si preferisce non scompaginare l’undici titolare che può esaltarsi senza la pressione della Champions, riassestando ad un livello ottimale le cosiddette seconde scelte. Da non considerare assolutamente rincalzi perchè Mazzarri è pronto a ribaltare le certezze e a far timbrare il cartellino a chi lo merita di più. In quest’ottica una posizione da ricoprire resta la fascia destra, presidiata da Christian Maggio. L’arrivo di Valon Behrami a molti è parso una pezza a colori per nascondere questa carenza. Il calciatore svizzero è originariamente un terzino destro, trapiantato sull’asse centrale del campo prima alla Lazio e poi, ad intermittenza, nella sfortunata esperienza con la maglia del West Ham. Gli sviluppi della sua carriera lo hanno portato a cristallizzarsi in quel ruolo, nel quale può offrire il meglio del repertorio: quantità, cattiveria e sfruttamento degli spazi. Anche a Napoli la sua missione resterà invariata, soprattutto nel nuovo 3-5-1-1 mazzarriano. Riavvolgere il nastro con un trasferimento sulla corsia sarebbe snaturare la normale evoluzione del biondo ex Fiorentina. Cavalcare l’intera fascia non è mai stato di sua competenza, abituato ad avere un tornante a cui sovrapporsi. A quanto pare questo suo impiego sarebbe un’idea da praticare solo in caso d’emergenza.

Con Zuniga fu intavolato lo stesso discorso. Ha dovuto vagabondare per il campo tra l’ilarità di tifosi e addetti ai lavori prima di divenire un perno inamovibile sulla fascia sinistra. Ma a Napoli occorre sempre dover adattare calciatori a ruoli che nemmeno immaginano di dover rivestire? Non sarebbe meglio, talvolta, costruire un puzzle sistemando ogni tassello al suo tipico posto? Ecco perchè la questione del vice-Maggio è, a nostro modesto parere, affrontata con superficialità. Il velocista di Montecchio Maggiore canterà e porterà la croce in campionato, finirà per essere schierato spesso anche nelle gare europee. Per fortuna le dichiarazioni congiunte di De Laurentiis e Bigon di oggi a Dimaro hanno aperto uno spiraglio: “Non è detto che la questione esterni sia un capitolo chiuso – ha affermato il patron Serve un calciatore che possa esibirsi sia a destra che a sinistra. Stiamo valutando se acquistare un calciatore maturo o uno che sopporterebbe anche di rimanere in panchina“. In un caso o nell’altro sarà senz’altro un rimpiazzo di Maggio, un calciatore da sfruttare in Europa League che gli permetterebbe di tirare il fiato.

Il  talento e la  tenacia atletica del numero 11 vanno tutelate e incapsulate in una boccia di vetro. Considerata la sua mole di lavoro, con scelte azzardate lo si espone al rischio di risentimenti muscolari, come l’esperienza della passata stagione avrebbe dovuto insegnare. Un vero calvario il suo girone di ritorno, passato più in infermeria che a sfrecciare accanto alla linea dell’out, trascinato al guinzaglio dal suo logorio fisico fino alle apparizioni sbiadite degli Europei. Lui che detesta essere doppiato non avrà certo gradito il sorpasso di Abate in una competizione che stava per riscrivere la storia della Nazionale. Il pendolino azzurro è un patrimonio da non sperperare, il nostro quarto tenore. Le sue accelerazioni improvvise potrebbero rivelarsi uno sfogo decisivo per la manovra di una squadra che ha perso l’imprevedibilità di Lavezzi. Salvate il soldato Maggio!

Articolo modificato 19 Lug 2012 - 21:50