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Cinquant’anni li ha festeggiati sabato, ricevendo un regalo più che gradito dai suoi ragazzi: la vittoria di San Siro, contro l’Inter. Oggi, ha un nuovo motivo per sentirsi orgoglioso di sé: compie due anni di Napoli. Tanto è trascorso dal giorno del suo esordio in panchina, al San Paolo, contro il Bologna. I numeri, tuttavia, gli assegnano un altro record: tra gli attuali tecnici della serie A, è quello con il maggior numero di panchine consecutive: 74. Ventiquattro mesi di crescita continua, che hanno consentito al Napoli di conoscere la Champions, raggiunta proprio attraverso il lavoro e la dedizione di questo tecnico che continua a stupire per bravura e serietà. Dal giorno del suo
avvento in panchina, il progetto napoletano ha avuto un’evoluzione costante, sono stati raggiunti traguardi insperati, sono stati cancellati tabù decennali, ma ci sono stati anche momenti deludenti che faranno parte, comunque, della storia del Napoli.

L’esordio — Walter Mazzarri arriva a Napoli in un momento di grande imbarazzo per il club: Aurelio De Laurentiis ha deciso di chiudere il rapporto con Roberto Donadoni, la sua scommessa, l’allenatore che ha fortemente voluto in sostituzione di Edy Reja. Una scelta che contribuirà a fargli chiudere un altro rapporto, quello con Pier Paolo Marino, il direttore generale. “L’avrei preso anche prima, Mazzarri, se qualcuno non me l’avesse sconsigliato”, disse il presidente nel giorno della presentazione del nuovo tecnico. Ed oggi, è solito ricordare quelle parole.
Mazzarri esordisce il 18 ottobre 2009, dopo la sosta del campionato. Il Napoli batte il Bologna 2-1, con un gol di Maggio nei minuti di recupero: la favola è cominciata.

Sconfitti i tabù — Un posto nella storia del club se l’è conquistato anche sconfiggendo antiche tradizioni negative, decennali addirittura. Con lui, infatti, il Napoli è ritornato a vincere a Torino, contro la Juve, dopo 21 anni. Il 29 ottobre 2009, la gente impazzisce per la doppietta di Hamsik e per la rete di Datolo che abbattono la resistenza bianconera. E sabato scorso ha sbancato San Siro dopo 17 anni,
battendo l’Inter. Un successo che ha consegnato al campionato un messaggio molto veritiero: il Napoli di Mazzarri è da scudetto.

Zona mazzarri — E’ un’altra caratteristica del suo Napoli. In 7 gare, la squadra è riuscita a ribaltare il risultato nei minuti di recupero. Il gol più emozionante, che ha fatto tremare l’intero quartiere di Fuorigrotta, è stato quello di Cavani alla Steaua di Bucarest, arrivato al 94′. Una prodezza che consentirà al Napoli di superare la fase a gironi di Europa League.
La delusione In due anni, ce n’è una in particolare che è stata digerita con fatica dall’ambiente: la sconfitta in Spagna, contro il Villarreal, nella gara di ritorno dei sedicesimi della stessa Europa League, nel febbraio scorso. Quella sera, Mazzarri opta per il turnover, lasciando fuori Cannavaro, Maggio e Cavani: gli spagnoli, invece, sono in formazione tipo e vincono con i gol di Nilmar e Rossi, qualificandosi.

Incertezza futuro — Un capitolo della storia di Mazzarri che non è stato ancora chiarito. Riguarda quanto avvenuto a metà maggio. Le indiscrezioni sul suo futuro si rincorrono: ci sarebbe la Juve a tentarlo. Ed anche la Roma. Intanto, De Laurentiis è già in parola con
Gasperini. Ma l’incredibile si materializza negli uffici della Filmauro, mentre si aspetta la firma del nuovo allenatore: Mazzarri e De Laurentiis decidono di continuare insieme.

Mimmo Malfitano

Fonte: Gazzetta dello Sport

Articolo modificato 6 Ott 2011 - 10:57