Antonio Conte e il Napoli proseguiranno insieme, almeno per il momento. Il club azzurro, però, non vuole farsi trovare impreparato come accadde con Spalletti. Per questo motivo, la società ha già individuato l’identikit del possibile successore dell’allenatore campione d’Italia. Una mossa saggia, quella della dirigenza partenopea: nonostante le pubbliche dichiarazioni di continuità, il Napoli sa bene che nel calcio nulla è scontato. I temi da affrontare nel confronto tra De Laurentiis e Conte sono due: il mercato e la situazione infortuni.
Il profilo ideale del nuovo tecnico
Mediaset ha svelato i dettagli del piano alternativo. L’allenatore dovrà essere preferibilmente italiano, relativamente giovane di età, e soprattutto capace di proporre una calcio offensivo e ben strutturato. La Serie A non è obbligatoria: il Napoli è disposto a valutare anche profili con esperienza solo all’estero, purché dimostrino chiarezza tattica e capacità di costruire un progetto. Fondamentale, infine, l’accettazione della filosofia del club partenopeo, quella visione che contraddistingue il sistema De Laurentiis.

Non è una coincidenza che la dirigenza azzurra stia già setacciando il mercato dei tecnici. L’esperienza con Spalletti insegna: quando il rapporto si interrompe, serve avere già un nome pronto, non improvvisare tra le panchine. Conte ha ribadito dopo Lecce la volontà di continuare, e il club è allineato su questa linea. Le parole dell’allenatore campione d’Italia sono suonate convincenti ai tifosi. Eppure, nel calcio le strade si dividono velocemente.
Conte-ter: intenti comuni ma occhio vigile
Il direttore sportivo Giovanni Manna ha confermato giorni fa che le parti stanno già lavorando insieme per progettare il futuro. Il piano è il Conte-ter, come prevede il contratto fino al 2027. La convergenza appare genuina: sia l’allenatore che la società desiderano portare avanti questo rapporto. Ma è su mercato e infortuni che si misurerà davvero la solidità dell’accordo.
Il Napoli ha sofferto tremendamente le assenze di elementi chiave: senza Lukaku non è la stessa squadra, e il ritorno di De Bruyne ha stravolto l’equilibrio tattico. Riuscire a mantenere la continuità fisica della rosa diventa cruciale.