Il Napoli e le rimonte, il carattere non manca: c’è sempre lo zampino di Conte

Il Napoli non brilla, ma vince. E a volte è proprio questo che fa la differenza nel calcio che conta. Gli azzurri ribaltano il Lecce al Maradona, imponendo la propria forza mentale su una gara che poteva diventare complicata dopo un primo tempo frustrante. Due gol nella ripresa per un trionfo da uomini di carattere, quello che Antonio Conte predicava già prima della stagione e che finalmente inizia a vedersi concretamente sul campo.

La rimonta: quando il carattere fa la differenza

Contro il Lecce di Di Francesco il Napoli attraversa una fase complicata nei primi 45 minuti. I salentini non sono venuti a Fuorigrotta solo per fare da comparsa, ma per creare problemi reali alla difesa partenopea. Eppure gli azzurri non si scompongono. Non urlano, non protestano eccessivamente: rientrano negli spogliatoi e cambiano passo. È la medicina che Conte aveva promesso, quella pazienza tattica unita a una determinazione quasi brutale nell’affrontare i problemi.

Non è una prestazione straordinaria, non è calcio del tipo che fa urlare gli spettatori. È qualcosa di più concreto: è il Napoli che sa soffrire senza frantumarsi, che ha imparato a leggere le partite oltre il primo tempo mediocre. Questo genere di vittorie costruisce mentalità vincente dentro uno spogliatoio.

Esultanza del Napoli dopo un gol.
Hojlund e compagni esultano.

La strada del Napoli: carattere come fondamento

Quello che accade al Maradona rappresenta una piccola rivoluzione rispetto a come gli azzurri affrontavano le difficoltà negli anni scorsi. Non è casualità che Conte continui a insistere sulla necessità di costruire una mentalità prima ancora che una squadra. Tre punti come questi, strappati senza brillare, diventano il cemento su cui edificare una stagione seria.

Il Lecce non è il Liverpool, ma nemmeno era avversario banale: una squadra organizzata, difficile da scardinare, che avrebbe potuto punire gli azzurri se questi ultimi avessero abbassato la guardia per novanta minuti. Questa rimonta, quindi, non è un episodio isolato. È il segno che il messaggio di Conte sta penetrando progressivamente negli atteggiamenti della squadra.

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