Rimpianto Napoli, Alvino lancia l’accusa: il vero motivo per cui è sfumato lo Scudetto

Carlo Alvino non ha dubbi. Il giornalista ha parlato a lungo durante Terzo Tempo Calcio Napoli su Televomero, affrontando il tema che più ha condizionato la stagione degli azzurri: gli infortuni. E le sue parole suonano come una sentenza, quasi a voler mettere nero su bianco quello che tanti tifosi pensano da tempo. Se il Napoli fosse stato al completo, avrebbe lottato per lo scudetto. Non è retorica, è una constatazione basata su quanto visto in campo quando la squadra ha potuto contare sui suoi migliori effettivi.

Gli assenti che hanno fatto la differenza

Alvino ha individuato tre nomi specifici come responsabili della situazione: McTominay, Anguissa e Lukaku. Li definisce “gli allenatori in campo“, una formula che racconta bene quanto questi tre siano stati decisivi nelle scorse stagioni e quanto la loro assenza abbia pesato. Il ritorno progressivo di questi elementi è fondamentale per chiudere la stagione nel modo migliore, ma ormai il danno è fatto. I punti persi durante i loro infortuni non torneranno indietro, e questo è il vero rammarico di una stagione che poteva essere straordinaria.

Lukaku esulta insieme a Mazzocchi dopo il gol contro il Verona
Lukaku abbracciato da Mazzocchi: quanto è pesata la sua assenza!

Ma Alvino sa bene che piangere sul latte versato non serve a niente. Per questo invita a guardare il presente con una prospettiva diversa. La qualificazione in Champions League resta un traguardo importante, magari non affascinante come la lotta allo scudetto, ma comunque significativo per il proseguo del progetto. Con questo sistema di gioco e con i rientri programmati, gli azzurri possono ancora sorprendere nelle ultime giornate.

L’arbitraggio: altri 6-7 punti persi

Ma Alvino non si ferma agli infortuni. Tocca un tasto ancor più dolente: gli errori arbitrali. Secondo lui, al Napoli mancano almeno 6-7 punti per decisioni sbagliate degli arbitri. Una cifra che, se sommata alle conseguenze degli infortuni, disegna il quadro completo di una stagione tradita dalle circostanze. Nel calcio, quando una squadra non funziona, l’allenatore paga il prezzo più alto. Ma Alvino fa un parallelismo significativo: l’AIA è come una squadra che non funziona, e per questo meriterebbe le stesse critiche.

È un’osservazione che esce dal perimetro stretto della squadra e investe il sistema arbitrale nel suo complesso. Non una scusa, ma una realtà che documenta quanto sia stato complicato il cammino del Napoli.

Il nuovo stadio e gli investitori in attesa

Infine, Alvino affronta la questione dello stadio. De Laurentiis ha coinvolto sponsor di primissimo livello per finanziare un nuovo impianto, un’operazione che potrebbe rappresentare un salto di qualità per tutto il progetto. Ma c’è un problema: quanto tempo ancora questi investitori potranno aspettare? È una domanda legittima, che solleva il tema della tempistica e della capacità di portare a compimento un’opera così importante.

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