Alla pochi minuti da Copenaghen-Napoli, una delle voci più attese è stata quella di Antonio Vergara. Il giovane attaccante azzurro ha parlato ai microfoni di Sky Sport, raccontando emozioni, responsabilità e il legame con i tifosi presenti in Danimarca. Parole semplici, dirette, che hanno colpito per sincerità e appartenenza. In una serata di Champions League che vale molto per il percorso del Napoli, anche il lato umano diventa centrale e Vergara lo ha mostrato senza filtri.
Il legame con Napoli e i tifosi al seguito
Le parole di Vergara hanno subito fatto breccia nel cuore dei tifosi. L’attaccante del Napoli ha parlato di fame, identità e responsabilità, elementi che sente di portare in campo in una notte così importante.
“Porto la fame e la napoletanità. Sarà più facile farlo per i tifosi che sono venuti fino a qua”.
Un messaggio chiaro, rivolto a chi ha macinato chilometri per seguire la squadra in trasferta. Vergara ha dimostrato di sentire il peso della maglia e il valore del sostegno del pubblico, soprattutto in un palcoscenico come la Champions League, dove ogni dettaglio conta.
Dalla panchina al campo, senza paura
Copenaghen-Napoli rappresenta anche una tappa simbolica nel percorso personale di Vergara. Il debutto da protagonista in Champions arriva dopo anni vissuti ai margini del campo, tra settore giovanile e panchine.
“L’urlo della Champions l’abbiamo fatto anche da raccattapalle, figuriamoci ora da giocatore”.
Una frase che racconta sogni, sacrifici e crescita. Vergara non dimentica da dove è partito e affronta questa occasione con entusiasmo e rispetto. La sfida contro il Copenaghen diventa così un passaggio naturale, non un punto di arrivo, ma una conferma di fiducia ricevuta e meritata.
Una notte che vale più dei minuti giocati
Al di là del risultato, per Vergara questa gara ha un valore speciale. Indossare la maglia del Napoli in Champions significa rappresentare una città, una storia e una passione collettiva.
Le sue parole raccontano un calcio ancora capace di emozionare, fatto di appartenenza e riconoscenza. In una competizione spesso dominata dai numeri, c’è spazio anche per chi porta in campo il cuore. Ed è forse questo il segnale più forte che arriva alla vigilia di Copenaghen-Napoli.




