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Reina: “Napoli-Villarreal sarà una serata speciale, non vedo l’ora di godermela”, poi le parole sulla corsa scudetto

Il Napoli torna finalmente in campo. Anche se sarà solo un’amichevole, i tifosi non vedono l’ora di rivedere in campo i propri beniamini, a distanza da quasi un mese dall’ultima partita.

Oggi, infatti, andrà in scena la prima delle due amichevoli che il Napoli affronterà in Turchia: al Corendon Airlines Park gli azzurri sfideranno i padroni di casa dell’Antalyaspor. Calcio d’inizio fissato alle ore 20:45 locali (18:45 italiane).

Intervista Reina Napoli, le parole dello spagnolo

Ma l’amichevole che tutti i tifosi attendono maggiormente è sicuramente quella contro il Villarreal del 17 dicembre. I supporter partenopei potranno tornare al Maradona e potranno riabbracciare i due ex azzurri Pepe Reina e Raul Albiol.

Proprio il portiere spagnolo ha rilasciato un’intervista al “Corriere dello Sport” dove ha ricordato con parecchia emozione il suo passato all’ombra del Vesuvio. Di seguito un estratto della sua intervista.

Pepe Reina (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Per Napoli Villarreal si va verso il tutto esaurito: che effetto le fa?
“Non vedo l’ora di godermela, perché quella del 17 dicembre per me sarà una serata speciale. Rimetterò in ordine i ricordi, che sono accantonati nel mio cuore, e mi calerò in un ambiente meraviglioso, che conosco perfettamente per averlo potuto vivere da protagonista”.

Reina-Napoli è stato amore a prima vista.
“Mi sono inserito subito nella città, che ha accolto me e la mia famiglia con sentimenti travolgenti. Mia moglie e i miei cinque figli verranno a vedere la partita, un pretesto per starsene un po’ in giro in quelli che sono stati i luoghi dei nostri quattro anni ma anche un modo per andare a salutare tutti gli amici. E ne abbiamo tanti, mi creda. A Napoli c’è un popolo che ti conquista”.

Benitez l’ha celebrata recentemente in tv: Reina fu il nostro uomo-chiave, il leader; era lui che faceva la differenza.
“Con Rafa – al quale va il mio grazie – c’è un rapporto straordinario che si perde nei secoli, mi verrebbe da dire scherzandoci su. Ma il segreto di quel Napoli fu quel capolavoro di mercato, l’allestimento di una squadra che è durata e poi la forza del gruppo. In una società che si era comportata già egregiamente, come sottolineavano i risultati, l’irruzione di Benitez diede nuovo slancio e servì per completare il Progetto ed ampliarlo”:

La Coppa Italia, con lei in porta; poi la Supercoppa, a Doha, quando Reina era andato al Bayern.
“Il Napoli cominciò ad avere un respiro internazionale. E da quel momento il suo ruolo si è ingigantito, perché ha continuità a livello europeo, fa le Coppe sempre, ora è addirittura protagonista in campionato e in Champions e con un calcio che è spettacolare. Vuol dire che c’è del buono in quello che è stato costruito nel passato”.

Pepe Reina Coppa Italia (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Lo scudetto è stato vicino due volte: nel 2016 e lo perdeste a Udine, in una domenica in cui lei era influenzato; nel 2018, a Firenze.
“Una ferita che è rimasta aperta, perché non puoi non vincere con 91 punti. Ma andò così e il dolore venne acuito dalla considerazione che quel Napoli lì giocava un calcio stellare, capace di spargere allegria. Un po’ come questo di Spalletti, mi pare”.

Mentre lei parte, a Castel Volturno, guarda un po’, arriva Meret: che intreccio!
“Stava per decollare nella sua fase evolutiva e lo fermarono gli infortuni. Si sta riprendendo, e bene. Il Napoli ci vede bene con i giocatori e anche con i portieri”.

La sua parata più bella – quella della vita, scrisse qualcuno – viene facile ricordarla.
“All’Olimpico, contro la Roma, marzo 2017, vincevamo 2-1, una sfida che ha un sapore particolare: mancava un minuto e forse meno, tira Perotti, la palla viene sporcata da qualcuno, io sono in contro tempo, perché sto andando dall’altra parte, torsione, colpo di reni, manata, sfera sulla traversa e poi con un piede la butto in angolo. Ho visto compagni esultare. E anche io”.

Pepe Reina (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

L’interrogativo da 100 milioni di dollari: per chi tifa uno che ha giocato con Napoli, Milan e Lazio, che all’Inter ha un allenatore con cui ha giocato?
“Penso che si sappia, non è un segreto, e non c’è neanche bisogno che io lo dica. Tutto chiaro”.

Pensa anche che lo scudetto, con otto punti di vantaggio, sia già indirizzato?
“Neanche a sospettarlo. Il campionato è lungo, adesso si entrerà nel vivo. Poi, se si può dire, servirà anche una botta di…. Meno infortuni, condizione sempre esuberante, un episodio che ti gira nel momento giusto, pure un errore arbitrale che possa incidere in un senso o nell’altro”.

Non ha detto chi lo vincerà questo scudetto.
“E stia sicuro che non glielo dico. Io sono scaramantico, e indovini un po’ perché? E quindi, andiamo avanti”.

Articolo modificato 7 Dic 2022 - 15:09

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Scritto da
Danilo De Falco