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Canonico, medico SSC Napoli: “In Turchia non sarà come un ritiro estivo”, poi la risposta sulle condizioni di Kim

Il Napoli è pronto a partire per l’Antalya. Dopo aver ripreso ieri gli allenamenti a Castel Volturno, Spalletti e i suoi ragazzi viaggeranno oggi in direzione Turchia per svolgere una sorta di mini ritiro prima della ripresa del campionato fissata per il prossimo 4 gennaio 2023.

Undici giorni in Turchia che serviranno ai giocatori per riprendere la condizione ed essere pronti fisicamente in vista del tour de force di gennaio. Proprio riguardo la questione fisica, ai microfoni del “Corriere dello Sport” ha parlato Raffaele Canonico, responsabile dell’aria sanitaria del Napoli.

Allenamento Napoli (FOTO: SSC Napoli)

Condizioni Kim Min-jae, parla Canonico

Il dottor Canonico è stato chiaro: la sosta è un bene e non un male: “I calciatori, dopo l’Udinese, hanno ricevuto piani personalizzati fisici e alimentari, così da non perdere completamente la condizione. Come dice Spalletti: la sosta è benedetta, non pericolosa. Ora si continuerà semplicemente il lavoro cominciato in estate”.

Troppi infortuni nel corso della stagione? Non c’è da preoccuparsi: “I livelli di stress psicofisico delle stagioni post Covid sono cresciuti in maniera esponenziale tra la compressione dei calendari e il Mondiale: i giocatori non sono macchine e certi ritmi hanno aumentato gli infortuni. Traumatici e muscolari: è inevitabile, mica uno scandalo. Anche i tempi di recupero non sono adeguati”.

Un aggiornamento importante anche sulle condizioni di Kim, impegnato in Qatar con la sua Cprea del Sud: “C’è chi non ha mai smesso e chi invece giocherà dopo 53 giorni di pausa: per questo motivo con i preparatori Sinatti e Cacciapuoti e con il nutrizionista Rufolo abbiamo studiato programmi individuali. Personalmente ho sentito i ragazzi ogni giorno. Anche quelli in Qatar: Kim, ad esempio, ha giocato la seconda con la Corea perché poteva. Clinicamente e psicologicamente.

Come si affronterà questo ritiro in Turchia? “Anche ad Antalya i piani saranno ad hoc: basati sullo storico degli ultimi mesi, cioè sugli infortuni e i fastidi. Sarà una preparazione alla ripresa delle attività, non un ritiro modello estivo. Lo stop reale non è andato oltre i 15 giorni. Con il mio vice, il dottor De Luca, coordineremo i test e l’elaborazione dei dati, ma è fondamentale l’interazione. La comunicazione costante con gli atleti: i loro feedback aiutano a comprendere e prevenire”.

Articolo modificato 1 Dic 2022 - 12:50

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Scritto da
Danilo De Falco