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La crisi inimmaginabile del mondo del calcio e del settore scommesse sportive

La deadline è ormai fissata: il prossimo 28 maggio il calcio italiano conoscerà la sua sorte, come garantito dal Ministro Vincenzo Spadafora. Insomma, dopo un bimestre fatto di scontri, incertezze, attacchi più o meno velati, la terza industria del Paese pare pronta a riveder la luce. La partita, ancora in corso, è verso la conclusione, col Comitato Tecnico Scientifico che ha varato il suo protocollo e col via libera agli allenamenti di squadra che lascia un pur cauto ottimismo.

Un lieto fine insperato per molti. Le incertezze permangono ma la nuova vita tracciata dal Coronavirus deve pur ricominciare da qualcosa. Anche perché la situazione rischiava un peggioramento senza precedenti. Il Covid-19 ha fatto già i suoi grossi danni al calcio mondiale. Per il solo 2020, le perdite saranno di oltre 14 miliardi. Se in Europa la situazione è quella che è, con la Liga in ginocchio, la Ligue1 che ha già terminato i giochi e la Premier che fa registrare bilanci shock, la Serie A non è da meno. Il presidente FIGC Gravina ha parlato di perdite per oltre 700 milioni, qualora il campionato rimanesse ancora bloccato. Intanto, qualche segno meno si continua a registrare.

Dallo scoppio dell’emergenza si è paralizzato un intero mercato: le partite a porte chiuse hanno bloccato il mercato dei tagliandi, la chiusura dei negozi ha azzerato tutte quelle attività legate al merchandising. A questo si aggiunga un’altra grana: quella dei diritti televisivi, che costituiscono gran parte dei ricavi della Lega Serie A. Sky, per esempio, ha investito 780 milioni di diritti tv, DAZN 193. Ulteriori blocchi, slittamenti o annullamenti porterebbero a cifre ridimensionate. Situazioni da scongiurare, senza dubbio anche perché la certezza è che i guadagni di questo 2020, anche per club come la Juventus, capaci di registrare fatturati record, saranno nettamente ridimensionati.

Col mondo del calcio soffrono anche tutte quelle attività lavorative “collaterali”. In primis il mondo delle scommesse sportive. Qui i danni sono davvero enormi, con la complicità di palinsesti praticamente azzerati. Si è passati da un flusso di scommesse superiore alle centomila puntate a poco più di duemila, nel periodo di lockdown. Il calo, in percentuali, è del 33% e la spesa si è drasticamente ridotta, passando dagli oltre 105 milioni ai 70 odierni. La recente approvazione del Fondo Salvacalcio, la misura che il Governo ha predisposto per il settore sportivo italiano, rischia di compromettere ancora di più una situazione già grave. Di traverso, però, sono emerse delle certezze. Gli eSports si sono candidati a futuro per il settore scommesse, i poker hanno preso il sopravvento ed i casinò online sono stati la certezza di tutto il lockdown per milioni di giocatori. Il Coronavirus, in questo caso, ha ridisegnato un po’ le gerarchie. Ogni portale ha visto aumentare la propria percentuale di visite. 

Articolo modificato 22 Feb 2024 - 22:41

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Scritto da
redazione