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Doveva essere la notte della paura, quella dei rimpianti e degli assenti. Doveva essere la notte più difficile per il Napoli, senza 4 titolari. Senza i suoi 4 top player: Koulibaly, Allan, Hamsik e Insigne. Napoli-Lazio è stata invece la notte del successo, della gloria, della dimostrazione di forza. Ma è stata soprattutto la notte della consacrazione di un gioiello: Fabiàn Ruiz.

IL REGISTA CHE SERVIVA

Lo spagnolo ha letteralmente trascinato gli azzurri nella vittoria per 2-1 contro la formazione allenata da Simone Inzaghi. Tecnica, fantasia, prepotenza fisica, tiro. Ruiz ha tutto. Ancelotti lo schiera – complice l’assenza per infortunio del capitano Hamsik – per la seconda volta consecutiva nel cuore della mediana, affidandogli le chiavi della regia e del centrocampo. E se le prende le chiavi, Fabiàn. Dimostrando di essere un custode attento e geloso, dal cui sguardo – apparentemente innocente – nulla passa inosservato.

E allora sin dal primo minuto inizia a sciorinare gioco, con classe, finezza, come se quel ruolo gli fosse sempre appartenuto. E poco importa se fino a 10 giorni fa veniva considerato un esterno di centrocampo: in questo momento Fabiàn Ruiz è il miglior regista che il Napoli potesse sperare di trovare.

MILINKOVIC E LUCAS DISTRUTTI

La dimostrazione di superiorità data sul campo dallo spagnolo agli avversari è stata disarmante. Annichilito Milinkovic-Savic, depredato di ogni pallone Lucas Leiva, semplicemente impotente Parolo. L’intero centrocampo della Lazio non è bastato per contenere la furia incessante del numero 8 napoletano.

I NUMERI DI FABIÀN RUIZ

FOTO: SSC Napoli

E lo dimostrano i numeri: con 108 tocchi Fabiàn è stato il calciatore che più volte ha giocato la sfera nella serata del San Paolo. Solo 82 quelli giocati da Lulic, il giocatore della Lazio che più volte ha toccato il pallone. Impietoso il confronto con Lucas Leiva e Milinkovic-Savic, che hanno toccato rispettivamente 55 e 53 palloni. Ovvero in due fanno la somma dei tocchi perpetuati durante l’intera partita dallo spagnolo del Napoli.

Ma non è finita qui. Fabiàn Ruiz è stato onnipresente, in attacco così come in difesa. Sono stati ben 4 i tiri in porta, con una traversa colpita che ha quasi rischiato di smontarsi a causa della violenta pallonata. I passaggi effettuati sono 85 (il giocatore che più ne ha effettuati in partita, ndr) di cui 10 con lanci lunghi e una precisione del 90.6%, ovvero circa 8 passaggi totali sbagliati. E i numeri difensivi non sono da meno: 5 i palloni recuperati, 3 con contrasti vinti e 2 con palloni intercettati. Altri 3 invece i palloni allontanati, evitando minacce e alleggerendo la pressione bianconceleste.

PERSONALITÀ, QUALITÀ E DUTTILITÀ

Ma i numeri non sempre raccontano da soli la grandezza di un giocatore. Già, l’andaluso è stato in grado si prendere per mano il Napoli. Di fatti la manovra è sempre passata dai suoi piedi, con lo stesso Diawara che si è affidato allo spagnolo quando il pallone scottava tra i piedi.

Ed ecco un altro aspetto emerso dalla serata contro la Lazio: la personalità. Ruiz non ha mai avuto paura di farsi dare il pallone. Si è sempre fatto vedere dai compagni, ha sempre fornito uno scarico pulito ed intelligente. Ha rischiato la giocata, il dribbling e il passaggio in verticale. Tutto ciò che si chiede ad un regista di alto livello.

Mappa movimenti Fabiàn Ruiz in Napoli-Lazio

La mappa dei suoi movimenti in campo mostra chiaramente come l’ex Betis si sia inoltre trasformato in un tuttocampista. Da mediano a regista, da esterno ad attaccante. A destra come a sinistra, per poi passare nuovamente al centro. Fabiàn Ruiz è quel calciatore moderno in grado di far fare alla propria squadra il salto di qualità, più comunemente detto top player. E il Napoli, grazie al chico spagnolo, il salto di qualità l’ha decisamente fatto.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Pasquale Giacometti

FOTO IN EVIDENZA: SSC Napoli

Articolo modificato 21 Gen 2019 - 19:18

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Pasquale Giacometti