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Situazioni di mischia, che sembrano aver poco a che fare con la tattica e col bel gioco riconosciuto al Napoli. Eppure non può essere casuale il fatto che gli azzurri facciano di questo fondamentale una delle loro migliori armi. La squadra, non più lucidissima come il suo periodo migliore, trova comunque l’occasione all’interno della gara per fare risultato grazie al cuore.

Quel gesto ormai quasi propiziatorio di sistemare la palla vicino alla bandierina ha regalato la folle rimonta contro il Chievo poco più di una settimana fa e ha acceso dapprima la luce contro l’Udinese grazie all’incornata di Albiol e poi regalato la sicurezza col celebre tempismo di Tonelli. Due occasioni in cui la stagione degli azzurri sembrava finita ed è stata poi ripresa per i capelli. Con i due realizzati all’Udinese il Napoli ha realizzato ben 12 reti da calcio d’angolo: una caratteristica delle grandi squadre, che permette spesso di vincere quelle partite sporche in cui laddove non dovessero arrivare le gambe, ci si arriva col cuore e con la fame.

Ma è anche e soprattutto frutto di preparazione e duro lavoro in allenamento. Sarri dispone di una squadra di stazza non elevatissima, in cui spesso i corazzieri da far salire in area avversaria sono solo i due difensori centrali (a segno peraltro entrambi contro l’Udinese), che però risultano spesso immarcabili per le difese avversarie, grazie ad un lavoro di blocchi e di cross molto tesi.

La stagione è dunque ancora viva e apertissima, e sarà probabilmente da decidere fra 4 giorni, quando il duello tra Sarri e Allegri, a suon di colpi di tattica e schemi preparati, regalerà indizi concreti per la vittoria finale.

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Scritto da
redazione