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Il Napoli chiamato ad un’altra prova di maturità: rialzarsi per combattere i fantasmi del passato

La serata di ieri ha scatenato un pizzico di depressione nell’ambiente napoletano. D’altronde, come non farsi prendere dalla tristezza dopo aver assistito ad una giornata in cui sembrava tutto scritto? Gli azzurri sembravano in balia di un destino beffardo che aveva deciso l’ultimo minuto come quello risolutore della gara dell’Olimpico dotando Dybala di poteri magici, e che, contestualmente, aveva deciso che le bordate scoccate dal piede di Insigne non avrebbero potuto più varcare la linea di porta, dopo averlo illuso inizialmente.

Ma, a pensarci bene, il Napoli lotta contro il destino dall’inizio di questo campionato. Prima l’infortunio di Milik contro la Spal, poi colpendo chi quella gara l’aveva decisa, Ghoulam, forse rendendosi conto (sempre quel destino beffardo), che rimuovere solo l’attaccante polacco dalle possibilità di Sarri non fosse abbastanza. Passando per un mercato di rifiuti e trattative saltate, prima di colpire nuovamente Ghoulam e tornare a ieri sera. Ma, sempre a pensarci bene, questa interminabile lotta contro il destino e contro la Juventus che sembra non fallire un colpo nemmeno quando sembra giocare per il pari, ha restituito all’Italia un Napoli ancora eccellente (e ancora primo fino al recupero dei bianconeri), che una partita può anche perderla contro una squadra organizzata come quella di Di Francesco.

Ieri, dunque, spazio ad una tristezza momentanea. Oggi, spazio alla volontà di rialzarsi per affrontare quello che è solo un altro incidente di percorso. Perché (e lo ha dimostrato più volte), quello di questa stagione non è lo stesso Napoli che peccava di concentrazione contro le piccole oppure che entrava in paranoia dopo il gol di Zaza allo Stadium e che cadeva nell’autosabotaggio ad Udine nelle giornate successive (con la famosa espulsione di Higuain). Questo è un Napoli che ha perso contro la Roma tirando più del doppio delle volte di quanto abbiano fatto i giallorossi, e che sul punteggio di 1-4 ha voluto comunque trovare quel secondo gol che meritava, che nemmeno il destino poteva negargli. Ci ha tenuto anche Sarri a precisarlo: “Non penso che questa sconfitta possa abbatterci. Questo poteva accadere nella sconfitta con la Roma l’anno scorso, quando eravamo spenti e sfilacciati, ma non ora“.

Il Napoli è migliorato soprattutto dal punto di vista mentale e in campionato non ha mai dato segni evidenti di cedimento, quindi perché non ci si dovrebbe aspettare una pronta reazione contro l’Inter, fino ad arrivare a giocarsi alla pari la sfida allo Stadium con la Juve?

LUCA SOL

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Scritto da
redazione