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L’accostamento dei colori e quella banda obliqua rendevano la vita troppo facile. Sì, troppo facile l’accostamento ai colori della Madonna dell’Arco. Ecco perché, quando la terza maglia della passata stagione venne promossa incredibilmente a divisa di riferimento, la satira partenopea si rivolse in quella direzione. Mertens, Callejon e compagni divennero i celebri ‘fujenti‘, i devoti alla Vergine dell’Arco.

Un po’ più difficile trovare un’associazione mentale con la nuova Kombat Karbon, la curiosa casacca presentata in occasione della gara con il Milan e riutilizzata contro la Juventus. Non è la prima volta che la stravaganza prende il sopravvento sull’azzurro Napoli. Era successo nel 2013-14, quando per alcune partite casalinghe la divisa Camouflage prese il posto di quella tradizionale. Fu poi sostituita con un miscuglio tra il verde, l’azzurro e il giallo. Risultato? La discutibile Camo Extreme.

La Camouflage

La stagione successiva fu la volta della Perfect Denim, la casacca jeansata. La nuova trovata di De Laurentiis e della Macron partì in sordina per poi venire alla luce nella seconda parte di stagione. Per tutta la durata del girone di ritorno fu utilizzata davanti agli spettatori del San Paolo, mentre quella a tinte azzurre fu riposta nell’armadio. Non solo: per le gare europee la ‘Perfect Denim’ aveva un altro opinabile dettaglio: il numero di maglia e il nome del calciatore tinti di verde fluo. 

Poi è toccato alla già menzionata casacca dei ‘fujenti’, che in realtà si chiamava Kombat Skin Bianca. Non era stravagante, vero, ma non era neppure azzurra. Fece il suo debutto casalingo nella notte dicembrina contro l’Inter, quella che allontanò la mini-crisi del post-infortunio occorso a Milik. Per una questione di “curnicielli” e scaramanzia, fu confermata durante l’arco di tutto il campionato, con una sola eccezione: il Real Madrid.

Il ragionamento è semplice, lo chiede la gente a gran voce: la maglia da trasferta faccia la maglia da trasferta. I tifosi – a Fuorigrotta – vogliono l’azzurro.

La Kombat Skin Bianca

Oggi tocca alla Kombat Karbon, che Gianni Mura sulle colonne di Repubblica ha definito “una roba da beccamorti o da militanti di Casapound”. Aggiungendo: “E Napoli come può accettare di essere rappresentata da una divisa mimetica oppure da una nera?”. 

Discussioni che tengono banco, in sordina e in modo marginale: bazzecole, in confronto a quanto successo venerdì in campo. La scelta però non è – come qualcuno pensa – uno smacco alla tradizione di squadra e città. Piuttosto una volontà di espandere il proprio brand, anche con divise stravaganti.7

Esempio: un tifoso acquista la divisa azzurra. Farà lo stesso anche la stagione successiva o preferirà tenersi quella già acquistata?

Esempio numero due: tra la maglia jeansata e la Karbon passano anni luce sul piano della diversità. Il tifoso potrebbe proprio per questo essere indotto ad acquistarle entrambe nel giro di due anni.

La Perfect Denim

Il rischio – e anche il risultato – è inimicarsi una buona fetta di tifoseria e, soprattutto, allontanarsi dalla stravaganza per finire nel kitsch. Napoli-Juventus è concettualmente l’azzurro contro il bianco-nero. Non il bianco contro il blu (passata stagione), né tanto meno il grigio Karbon contro il giallo. E la frase di Sarri è forse l’unica del post-partita di venerdì ad aver messo d’accordo tutti: “Speravo di morire prima”. 

Vittorio Perrone

Articolo modificato 3 Dic 2017 - 12:43

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Vittorio Perrone