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GRAFICO – Sempre meno italiani in campo: anche in Primavera la situazione è drammatica!

STRANIERI CAMPIONATO PRIMAVERA/ La mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale di Russia 2018 ha aperto definitivamente una ferita che il calcio nostrano provava da anni a tamponare: il nostro movimento ha fallito. Tutti colpevoli. Dai vertici federali allo staff tecnico, per non dimenticare gli stessi club e allenatori che si lamentano dei giocatori che vanno in Nazionale.

Poco o niente ciò che c’è da salvare. Sul banco degli imputati ovviamente Gian Piero Ventura che, con tutta la stima per l’uomo e per il professionista, si è dimostrato assolutamente inadeguato per allenare a certi livelli. La confusione (o meglio paura) l’ha divorato. Continui cambi di modulo, formazioni poco chiare e via dicendo. Il CT non è stato in grado di reggere le pressioni e ha trasmesso questo suo stato confusionale alla squadra, che di conseguenza è apparsa spaesata in campo. Eppure, al di là delle tante colpe, un’attenuante a Ventura va data: la cifra tecnica a disposizione di questa Nazionale è forse tra le più basse (se non la più bassa) di sempre – il che non giustifica, comunque, l’eliminazione con una squadra inferiore come la Svezia -.

I buoni calciatori non mancano. Vedi Insigne, Verratti, Immobile, Florenzi o Belotti. Eppure nessuno di questi è un vero e proprio campione. Insomma un giocatore in grado di fare la differenza anche in un top club europeo. E la domanda che forse ora tutti dovremmo porci è: da dove bisogna ripartire? Il punto più basso di sempre è stato toccato. Ora bisogna assolutamente cominciare la risalita. In che modo sarà possibile vedere nuovi Totti, Baggio, Maldini o Del Piero? Per molti esperti e addetti ai lavori la risposta è semplice: bisogna ripartire dalla politica sportiva – che sarebbe da rifondare -, dai regolamenti dei campionati. Per poi passare alle strutture, come i centri di formazione federale, e soprattutto dai vivai.

STRANIERI CAMPIONATO ITALIANO, LA SITUAZIONE IN SERIE A:

Il disastro annunciato dell’Italia rappresenta soltanto la punta di un fallimento che affonda le proprie radici in problemi ugualmente importanti. Nella nostra Serie A sono sempre meno i giocatori italiani da cui è possibile attingere. Le big non forniscono più calciatori. A fare carriera sono spesso atleti che si affidano a procuratori importanti o amici di direttori sportivi, mentre i talenti vengono lasciati a marcire in panchina o in categorie inferiori. Sono tanti, forse troppi, i giocatori stranieri che affollano la Serie A: parliamo di ben 295 calciatori su 554 totali, ovvero più della metà (il 53,3%). Questo senza nulla voler togliere ai giocatori stranieri. Ma il senso dell’acquisto di certi di calciatori deve essere chiaro: bisogna investire su di loro solo se ne vale davvero la pena.

Davvero drammatica la situazione se consideriamo solo le 6 big italiane. Come si può vedere dal grafico sottostante, la Juventus su 25 tesserati ha 16 stranieri. 19 su 25 gli stranieri del Napoli, 13 quelli del Milan. 21 stranieri su 26 quelli della Roma, 15 dell’Inter e addirittura 24 nella Lazio. In totale parliamo di 108 stranieri su 163 calciatori tesserati dalle nostre big: ovvero il 66,25%, una percentuale altissima.

FONTE: transfermarkt.it

STRANIERI CAMPIONATO PRIMAVERA, NUMERI PREOCCUPANTI

E la situazione non sembra possa migliorare poi così in fretta. Prendiamo infatti in considerazione il Campionato di Primavera 1, ovvero il torneo che dovrebbe rifornire di talenti la nostra Serie A nei prossimi anni. Quanti di questi potenziali calciatori sono italiani? Purtroppo non molti. Su 460 giocatori tesserati (il campionato è a 16 squadre) 142 sono stranieri. Il tutto per una percentuale de 30,9%. Anche qui (come si può vedere dal grafico sottostante) ci sono alcune realtà che hanno fatto degli investimenti su calciatori stranieri il proprio diktat. La Lazio conta ben 16 stranieri su 28 giocatori totali, 15 su 28 quelli della Sampdoria, 13 invece quelli che militano nell’Udinese. A ruota seguono Fiorentina, Inter e Roma con ben 10 giocatori stranieri che giocano nelle rispettive formazioni primavera. Tengono bassa la percentuale invece il Napoli (con soli 4 stranieri in rosa), l’Atalanta (5 stranieri) e il Sassuolo (5).

FONTE: transfermarkt.it

STRANIERI CAMPIONATO PRIMAVERA, DA DOVE RIPARTIRE?

Viene da sé capire come siano drammatici questi numeri per il futuro della nostra Nazionale. Come si spera che futuri talenti italiani crescano se poi anche a livello giovanile ai giocatori nostrani vengono preferiti quelli nati all’estero? Il calcio italiano ha dunque bisogno di una rifondazione completa, che possa rilanciare in toto il nostro movimento. E il primo cambiamento devono affrontarlo proprio le società, che devono finalmente avere il coraggio di investire in centri sportivi e allenatori capaci. Piuttosto che andare a sperperare denaro per acquistare giocatori in chissà quali parti del mondo, oppure accanirsi sui risultati che in certi campionati dovrebbero lasciare spazio all’addestramento dei calciatori.

I giocatori italiani sono bravi, bisogna soltanto avere il coraggio di allenarli bene e poi puntarci. Lo stesso coraggio che servirebbe per ribaltare gli inadeguati vertici del calcio italiano e avviare una vera rivoluzione. Anzi, un’apocalisse.

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Pasquale Giacometti

Articolo modificato 14 Nov 2017 - 12:53

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Pasquale Giacometti