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Dagli incassi al ritiro anticipato, ecco cosa cambia per il Napoli tra secondo e terzo posto

Giro di boa per il campionato: le ultime tre partite saranno decisive per la zona Champions e per l’Europa League. Il Napoli, oggi terzo, sarà impegnato nel testa a testa contro la Roma, a parti invertite rispetto allo scorso anno. Le ultime tre giornate saranno decisive, in tutti i sensi, e determineranno il futuro programma della società azzurra da qui ai prossimi mesi.

Difatti tra terzo e secondo posto c’è qualche differenza, così come sottolineano i colleghi del Mattino oggi in edicola. Partiamo da un discorso meramente economico: assicurarsi la qualificazione diretta ai gironi della Champions assicurerebbe già alla squadra qualificata circa 29 milioni di euro, di cui dodici che spettano di diritto dalla Uefa, ed altri diciassette provenienti dal market pool. In caso poi di mancato accesso ai gironi, economicamente il danno sarebbe meno ingente del previsto: paracadute di dieci milioni e proventi dell’Europa League aumentati. Infatti, la Roma, uscita sconfitta dal preliminare di Champions contro il Porto, andrà vicina ad incassare una cifra come trentadue milioni.

I premi dei diritti TV, in Italia, non mutano: la cifra, circa 10 milioni a testa, è uguale per tutte e tre le prime classificate. Il preliminare, però, può rallentare la programmazione e la preparazione: il mercato sicuramente ne risentirebbe, il ritiro di Dimaro invece sarebbe anticipato agli inizi di luglio, il due, e terminerebbe con leggero anticipo.

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