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Inisgne-Napoli, i motivi per cui il rinnovo di Lorenzo è fondamentale

Un percorso di crescita che non può essere interrotto sul più bello. Perché una cosa è sicura: Lorenzo Insigne quest’anno è sbocciato definitivamente in tutta la sua grandezza. Lo certificano i numeri, lo testimonia la presenza fissa in squadra. E anche il suo approccio, le sue reazioni, le sue parole: è cambiato Lorenzo, migliorato sotto tutti i punti di vista. E, dinanzi al bivio, piuttosto che fermarsi, si candida: vuole diventare la bandiera del Napoli, non a chiacchiere ma con fatti concreti. È giusto dirlo apertamente: ci sono almeno un paio di squadre in Europa che lo ricoprirebbero d’oro. E la legge del mercato vuole che ora, soprattutto dopo un’annata del genere, il contratto vada rivisto. Si può essere d’accordo o meno, è il calcio moderno baby.

Ma una serie di ragioni impongo al Napoli di fare di tutti per trattenere Insigne.

  1. Il suo valore tecnico. Finora Lorenzo ha messo a segno, nelle tre competizioni cui ha preso parte, 13 gol. Gli assist decisivi sono stati 10. Ed è l’attaccante che ha recuperato più palloni in Serie A: 132. “Benitez mi ha fatto migliorare la fase difensiva. Con Sarri ho fatto passi in avanti in tutti i sensi”. Gli effetti dei due allenatori si vedono, eccome, in campo. Perché se ora Insigne è un calciatore completo, c’è molta farina del loro sacco, senza dimenticare, ovviamente, quanto appreso a Pescara sotto Zeman.
  2. Il suo valore simbolico. Insigne è un prodotto del vivaio azzurro. Uno dei pochi, a dire il vero. E dunque da ergere veramente a icona. Da portare come modello, come esempio per i tanti ragazzi che affollano il settore giovanile. Un fiore all’occhiello che bisogna irrigare bene per tenerlo sempre florido e lucente.
  3. Una questione di opportunità. Sarebbe da stupidi aver fatto crescere un campione come Insigne e poi guardarne qualcun altro raccogliere i frutti. Perché bisogna sottolineare anche l’età di Lorenzo, in questa storia: 26 anni, per un calciatore, sono gli albori della maturità definitiva.
  4. Una questione di credibilità. Cedere Insigne significherebbe, per il Napoli, mettere a bilancio una plusvalenza pazzesca, considerando che il calciatore non andrebbe via per meno di 40-50 milioni di euro. Ma la sua cessione, per il Napoli, sortirebbe anche l’effetto di una definitiva mancanza di credibilità rispetto al tanto sbandierato progetto. Perché cedere Higuain e Mertens (se davvero dovesse accadere), alla loro età, è un’operazione finanziaria giusta. Cedere Insigne equivarrebbe a certificare, definitivamente, che il fine ultimo del club è esclusivamente economico.

Eppure in questo calcio moderno può esserci ancora spazio per un briciolo di sentimento. Il gesto di Insigne (“Ho fatto passi indietro anche sull’aspetto economico, perché voglio giocare per la mia città”) dimostra che la volontà di rimanere a Napoli, da parte del calciatore, è molto forte. Si tratta di schermaglie dialettiche, le stesse che, nel corso degli anni, hanno accompagnato i vari prolungamenti di contratto tra Francesco Totti e la Roma, o tra Alessandro Del Piero e la Juventus, tanto per citare le ultime due vere bandiere che il calcio italiano ha conosciuto. Seguite, ci auguriamo, da Lorenzo Insigne.

Vincenzo Balzano

Twitter: @VinBalzano

 

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