Difesa+distratta+in+fase+di+possesso%2C+manca+la+collaborazione+del+centrocampo%21+Albiol%2C+ci+vuole+una+statua+d%26%238217%3Boro%21
spazionapoliit
/2017/01/22/milan-napoli-albiol-difesa/amp/
Copertina Calcio Napoli

Difesa distratta in fase di possesso, manca la collaborazione del centrocampo! Albiol, ci vuole una statua d’oro!

Vincere soffrendo: un calcio che non piace a Sarri probabilmente, ma che regala punti importanti. Soprattutto quando si gioca contro un Milan in forma. Soprattutto quando il campionato inizia ad entrare nelle fasi vitali. Vincere soffrendo va benissimo. Un po’ meglio potrebbe andare in certi atteggiamenti e certe situazioni di gioco.
Il Napoli, nei secondi quarantacinque minuti, ha sofferto un po’ troppo il pressing e le transizioni del Milan. I rossoneri, bravissimi a sfruttare due uomini di tecnica pura come Bonaventura e Susso tra le linee, sono riusciti a tenere per tanto, troppo tempo la linea azzurra sotto pressione. Ed è proprio il reparto arretrato ad aver reso meno del previsto.

E se Strinic e Hysaj si son visti spesso costretti a tenere la linea, oltre ad arginare gli inserimenti dei terzini, chi poteva senz’altra fare di più è Tonelli (un capitolo a parte va aperto sulla prestazione MOSTRUOSA di Albiol). Il centrale ex Empoli riesce a garantire un buon lavoro in fase di non possesso, aiutato anche da anni di lavoro insieme a Sarri. Pecca, e tanto, nella gestione del pallone e nel riuscire sia a trovare linee di passaggio per i compagni sia a fornire soluzioni di scarico per gli stessi. Non riesce a essere una fonte di gioco, e il goal del 2-1 di Kucka nasce proprio da un mancato smarcamento in posizione di scarico.

Tutta la linea, in ogni caso, soffre la dinamicità di Bonaventura e Suso. Non che si possano elencare tantissimi errori in fase di non possesso, ma a un certo punto della gara manca la giusta lucidità soprattutto nella gestione del pallone. Un calando durante la gara che non può non lasciare qualche dubbio. E che un po’ fa capire quanto possano essere importanti le assenze di Koulibaly e Ghoulam.

Ma – come anche Sarri fa nelle dichiarazioni post gara – le colpe vanno distribuite. E sui tanti errori commessi dalla retroguardia azzurra nelle due fasi di gioco, pesa l’atteggiamento – a tratti – pigro dei tre centrocampisti nelle TRE fasi di gioco. Poche soluzioni in ampiezza e in apertura di campo da parte degli interni; un Jorginho troppo frettoloso in certi smistamenti di palla; poca reattività a reagire alle transizioni negative che portavano spesso la linea a quattro a scappare su palla scoperta, ma a non ricevere copertura da parte dei tre di centrocampo. Un vuoto, tra difesa e centrocampo, che non può che ingolosire due calciatori di classe come Suso e Bonaventura.

Eppure, un capitolo a parte va aperto per Albiol. Una prestazione del genere meriterebbe il premio di migliore in campo. Detta i movimenti della linea. Gioca con una lucidità che pochi altri centrali in Italia possono vantare di avere. Legge in anticipo ogni situazione di gioco. Corregge la posizione dei compagni. Insomma, sul lungomare di Napoli una statua d’oro al centrale spagnolo al posto di “N’albero” ci starebbe più che bene.

SALVATORE NAPPO

Articolo modificato 22 Gen 2017 - 01:41

Share
Scritto da
redazione
Tag Copertina