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“La maglia di Higuain per mio figlio”. Tutti contro Hamsik ma la memoria è davvero troppo corta…

È stata la partita dei ricordi, del riscatto, della delusione, di uno Stadium solo apparentemente privato del suo tifo azzurro, di Davide contro Golia che si rinnova, della voglia di gridare al mondo un pronostico da voler ribaltare a tutti i costi. È stata la partita di Higuain “traditore” che segna proprio contro la sua ex squadra ma non esulta, in un vortice di emozioni ed emotività per tutti, fino alla fine. Probabilmente anche troppa, che ha spazzato con sé gli ultimi crismi di una lucidità che fa sempre meno parte del calcio moderno.

Non solo le questioni di campo, tra abbracci non dati e saluti attesi ed onorati ma un pre partita che ha fatto discutere, con le dichiarazioni del capitano del Napoli Marek Hamsik che non sono piaciute ai supporter azzurri. “Higuain? A fine gara gli chiederò la maglia, la vuole mio figlio”. Una richiesta innocente, così come la schiettezza dello slovacco che forse non si rende neanche conto del putiferio che a breve, avrebbe provocato la sua estrema e giusta sincerità.

Un desiderio di un bambino per un calciatore obiettivamente straordinario e che fino a pochi mesi prima, faceva parte della quotidianità de piccolo Hamsik, avulso dalle strane logiche dei tifosi e di come possano giudicare un gesto che potrebbe essere più che normale.

Andando ancora oltre l’innocenza del regalo ad una piccola cresta bionda, la memoria di molti è alquanto corta: basta andare indietro con gli anni ad un trentennio fa, quando il calcio era fatto di passione, correttezza e rispetto. A fine gara, soprattutto al cospetto dei big match, era pratica usuale scambiarsi le maglie, per sano collezionismo e per onorare un campione avversario affrontato. Ben lo sa Diego Armando Maradona, il giocatore più forte di tutti i tempi e che non si è mai tirato indietro quando c’era da indossare, solo sulle spalle, la maglia scambiata della Juve di Platini o della Roma di Conti.

Lo stesso astio di ora, così come la stessa rivalità, eppure un sano giudizio obiettivo e quella passione per uno sport nel rispetto dell’avversario, che oggi si fa fatica a ritrovare. Figuriamoci poi, dinanzi alla richiesta di un bambino che non avrà assolutamente pensato a quanto quella maglia potesse tradire le aspettative dei tifosi del Napoli ma solo arricchire una sana collezione, che vede al centro, in bella vista, la 17 del suo papà.

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Scritto da
redazione