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La difesa orfana di Raul Albiol: l’assenza dello spagnolo penalizza gli equilibri della retroguardia

Sembrerà strano ma un uomo può incidere più del dovuto sulle sorti di una squadra. È cosa risaputa, i singoli a modo loro possono fare la differenza. Non sfugge a questa sorte nemmeno il Napoli, fresco di sconfitta contro il Besiktas, ancora una volta in casa, per quello che è stato il terzo k.o di fila tra campionato e coppa. Non è crisi, assolutamente, perché tanti spunti positivi si sono comunque visti contro i turchi: piuttosto distrazioni ed insicurezze hanno fatto il resto. Amnesie che, a livello difensivo soprattutto, hanno annullato il Napoli che, in retroguardia, soffre forse troppo l’assenza di Raul Albiol. 

Il centrale spagnolo, leader silenzioso della linea difensiva, è l’uomo della sicurezza, per Reina, i compagni sulle fasce e il collega centrale Kalidou Koulibaly. Albiol, spesso bistrattato e messo in secondo piano rispetto al compagno, quel franco-senegalese che nell’ultimo anno e mezzo è stato protagonista di una vera e propria esplosione, è in realtà l’elemento di equilibrio non solo per Sarri ma per tutta la squadra, dalla copertura alla impostazione del pressing. Non sarà un caso che Koulibaly fa sì, sempre, il suo lavoro, con fisico e qualità, ma concede e non di raro qualche black-out che, come contro la Roma, mette subito le cose in difficoltà. Non è casuale: Kalidou soffre l’assenza dell’ex difensore del Real Madrid che gli ha fatto un po’ da chioccia nelle sue tre stagioni azzurre ed è stato, probabilmente, uno di quelli che più ha contribuito alla sua maturazione, ancora in corso e non del tutto completa. Neanche il comunque prezioso Chiriches è riuscito a sopperire all’assenza di Albiol, il cui peso, quando c’è, si sente tutto. E di conseguenza l’assenza.

Con Albiol in campo il Napoli ha subito solo cinque reti, in quattro partite: due contro il Pescara e il Milan, nelle prime due uscite di campionato in cui si era ancora alla ricerca della condizione migliore, uno contro il Bologna. Dal momento in cui invece Raul ha lasciato il campo contro il Benfica, il Napoli ha subito nove gol in sole quattro partite, perdendone tre. Due contro i lusitani, uno contro l’Atalanta, tre contro la Roma ed infine tre contro il Besiktas. Evidentemente qualcosa è andato storto e l’assenza dello spagnolo ha avuto un suo peso specifico. Lo stesso Maksimovic, le cui prove sono comunque state positive a discapito del risultato, ha fatto fatica, a dimostrazione del fatto che in una squadra leader si diventa col tempo e con l’esperienza, non vi sono doti tecniche che tengano. In attesa del ritorno del suo baluardo, il Napoli riacquista comunque qualche certezza. È certo, ad esempio, che senza lo spagnolo, per rielaborare un celebre detto, non si cantano messe. O meglio: si subiscono gol e si perdono sicurezze, le stesse che possono costare una partita. 

GENNARO DONNARUMMA

Articolo modificato 20 Ott 2016 - 20:42

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