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Dalle trasferte ostiche al turnover a metà: ecco i principali difetti del Napoli visto a Bergamo

C’è un clamoroso dato negativo che aleggia attorno alla squadra partenopea, che evidenzia quanto le gare in trasferta siano sofferte più del dovuto dagli uomini in maglia azzurra. Nell’era Sarri il Napoli soffre maledettamente le mura nemiche e non è solo il caso di quest’anno in cui è incappato in due pareggi (Pescara e Genoa) ed una sconfitta (Atalanta) su quattro sfide fuori casa, ma una sindrome che il club si porta dietro dalla scorsa stagione.

Su 19 gare di campionato giocate in trasferta lo scorso anno il Napoli ne ha vinte soltanto 8, a fronte delle 16 vittorie al San Paolo. Il risultato è: 6 sconfitte e 5 pareggi fuori casa, che vogliono significare 28 punti persi.
Ovvio che una squadra non possa vincerle tutte, tanto più difficile se la gara è in trasferta, tuttavia i punti che lo scorso anno distanziavano gli azzurri dalla Juve (9) sarebbero da recuperare proprio in queste partite.

Ma cosa succede alla squadra partenopea quando lascia la Campania? Certo è vero che il San Paolo ogni settimana rappresenta il dodicesimo (spesso anche il tredicesimo) uomo, ma non si può pensare che giocatori esperti come quelli del Napoli falliscano certe opportunità. Merito sicuramente alla bravura delle avversarie nell’imbrigliare gli azzurri, tatticamente a volte ripetitivi.

La partita che ha visto il Napoli infrangersi contro il muro orobico, ha anche dimostrato quanto il Napoli sia arrivato stanchissimo all’obiettivo Atalanta dopo un tour de force di 7 partite in 15 giorni. E l’errore qui è da imputare tutto a mister Sarri ed alla sua famigerata avarizia di turnover. Se la Juve è arrivata alla sosta per le nazionali con quattro punti in più sui partenopei è anche dovuto ad un’oculata gestione dei cambi da parte di Allegri, che spesso ha alternato gli esterni – con l’Empoli c’era Cuadrado – ed anche gli uomini a centrocampo, dove hanno spesso ruotato Asamoah, Hernanes e Lemina.

La squadra azzurra, proprio nella stagione in cui ha la panchina meglio allestita degli ultimi anni, invece preferisce contare sempre sugli stessi uomini, facendo accumulare fatica sulle gambe di giocatori che come Ghoulam o Jorginho avrebbero bisogno di una pausa. Alla ripresa ci sarà la Roma, ma cosa più importante ci sarà ancora il San Paolo, unico vero talismano dei partenopei.

Articolo modificato 3 Ott 2016 - 12:51

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Scritto da
redazione