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Unico, trascinante, devastante. Il migliore in campo per SpazioNapoli è…

Dominare, soffrire, poi dilagare e vincere. Tutto in novanta minuti, arrampicandosi verso una vetta – almeno per una notte – che mancava dal 13 febbraio scorso. Tre reti con cui regolare un avversario che soprattutto nella ripresa ci ha provato, tra fortuna e piglio ritrovato. Carattere, soprattutto, perché dopo un primo tempo come quello del San Paolo pensare che la gara potesse essere in discussione appariva utopia, reale.

Uno spettacolo, con un pizzico di thrilling che toglie il fiato, che nasce sulla catena sinistra per poi cambiare fronte, sul lato opposto, fino a fluire al centro in maniera devastante. Tutto nella trequarti avversaria, all’insegna del calcio sempre propisitivo. Dell’idea, quella di Sarri, che prescinde i singoli, ma che i singoli li esalta in maniera esponenziale. Marek Hamsik per un tempo si desta a tratti, tra lavoro oscuro e propositivo. Ma quando la gara si dirige verso una salita sempre più ripida sale in cattedra col fare del professore deciso ma che sa conferire la giusta calma. La stessa che lo pervade nel trovare il corridoio giusto e tracciare con il contagiri l’assist per il raddoppio. E lì, leggermente più avanzato, Lorenzo Insigne, bramosia e voglia sopra tutto. Voglia di riprendere il proprio posto lì sull’out mancino, grinta nell’affrontare la sfida quotidiana offerta dallo strepitoso Mertens di inizio stagione. Un assist al bacio, con il classico destro pennellato ad incrociare, strappi continui a sfiancare la difesa avversaria e tanta accortezza in fase di non possesso. Ci prova e ci riprova, sfiora gol da cineteca fino a divorare quello più semplice. Ma arriverà.

Josè Callejon è sulla destra, ma solo per la distinta. Semplicemente è ovunque, una scheggia impazzita che non concede il minimo punto di riferimento agli avversari. E la stessa gamba, la stessa quantità spropositata di corsa e intelligenza è in grado di garantirla in una partita che ha del superlativo in fase difensiva. Goal numero 50 con la maglia del Napoli, capocannoniere con 5 sigilli in 4 gare. Unico José, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Repetita juvant, marchiato a fuoco su quella maglia numero 7. Poi il predestinato, l’uomo del destino. Sei reti in cinque presenze in azzurro, trenta minuto per chiarire, ancora una volta il proprio valore. Doppietta a Kiev, di testa. Doppietta contro il Bologna, stavolta col suo mancino. Arek Milik è il migliore in campo, in una gara dove risolleva animi e spiriti al primo pallone toccato. Scatto bruciante tra le linee e tocco morbido, scavetto accennato ma decisivo. E poi una bordata, sempre col mancino. Polveri ormai accese, strada spianata per il trionfo. Un trionfo targato Arek.

Edoardo Brancaccio

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Scritto da
redazione