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IL DATO – Il gioiello di Hamsik nella storia del Napoli e della Slovacchia. Ecco perché

Lille, Grand Stade Métropole, ultime battute della prima frazione di gara tra Russia e Slovacchia, pochi rintocchi prima dell’ennesimo passo a scandire la storia per Marek Hamsik. Un primo tempo con l’impronta del capitano azzurro, e leader della Nazionale slovacca, già marchiata. L’assist sublime per lo spunto di Weiss, lancio al millimetro e una corsia preferenziale per la porta di Akinfeev che già adagia l’aura da Mvp sulle spalle del numero 17 ma questo, di certo, non può bastare.

Manca qualcosa. E allora, prima del duplice fischio, c’è ancora il tempo per una scorreria sulla corsia mancina, quella battuta a perdifiato, un anno intero, da mezzala con licenza di dilaniare le carni avversarie nel 4-3-3 di Maurizio Sarri. Spunto in area, diretti marcatori elusi nel breve ed un destro potente e carico d’effetto a incrociare che bacia il palo e si deposita in rete. Mani tese alle orecchie, tripudio nel settore slovacco. Vasili Beresuztki, l’eroe nella gara d’esordio dei russi contro l’Inghilterra, può solo spalancare le braccia, sconsolato. Una perla, un eurogol nel più totalizzante dei sensi, che consegna tre punti di platino alla Slovacchia nella rincorsa alla fase ad eliminazione diretta di Euro 2016, ma c’è dell’altro.

Record. Una prestazione maestosa, goal e assist come sigillo alla prima storica vittoria della Slovacchia nella competizione. Idolo e simbolo di un intero movimento, ma i 90′ del Grand Stade Métropole rappresentano, anche, un ulteriore tassello nel mosaico che dall’estate del 2007 lega Hamsik alla storia partenopea. Il gioiello dello slovacco rappresenta infatti il primo goal di un calciatore del Napoli in un Europeo. E non solo: primo giocatore in assoluto della storia del Napoli a mettere a segno un goal ed un assist in novanta minuti in una competizione per Nazionali. Mica poco. Record su record in un 2016 da tenere ben inciso nella mente, dopo il tetto delle 400 presenze in azzurro toccate nella gara dell’Olimpico contro la Roma e le 81 reti in Serie A, come Diego Armando Maradona, raggiunte nell’apoteosi del trionfo contro il Frosinone al San Paolo. Pagine di storia in un continuo avvicendarsi ed un unica penna, la sua. E’ il destino delle bandiere.

Edoardo Brancaccio

 

 

 

 

Articolo modificato 18 Giu 2016 - 13:39

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Scritto da
redazione