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Un rullo compressore davanti al pubblico di casa: la forza degli azzurri è nel San Paolo

A fine partita, dopo il roboante 6-0 rifilato al Bologna, la gente è scesa a celebrare il successo riversandosi per le vie di Fuorigrotta. E allora, la prossima volta, guardatelo bene quello stadio vuoto prima di lasciare il vostro posto a sedere: forse capirete quanto è importante la spinta per i ragazzi vestiti d’azzurro. Perché il ruolino di marcia di Reina, Higuain, Hamsik, Insigne, Callejòn e compagni al San Paolo è davvero incredibile. Spalancate gli occhi, guardate i numeri e resterete a bocca aperta. Senza parole. A parlare saranno le statistiche perentorie: 14 vittorie, 3 pareggi e nessuna sconfitta in 17 partite di campionato. 45 punti conquistati su 73 totali. 45 anche i goal fatti, appena 11 le volte in cui Reina è dovuto andare a raccogliere il pallone dal sacco.

E allora viene spontaneo dare un occhio anche ai numeri della Juventus quasi campione d’Italia. 41 punti (44 se batte la Lazio) conquistati allo Stadium, 27 goal fatti (tralasciando un attimo gli appena sei subiti). Cosa? Ma allora tutta questa differenza non c’è! E allora grazie San Paolo. Perché evidentemente le motivazioni si quadruplicano quando i beniamini azzurri mettono piede a Fuorigrotta, in quell’impianto anziano quanto maestoso. Sarà l’affetto, il calore, sarà “Un giorno all’improvviso”, chissà, fatto sta che il rendimento interno è di gran lunga superiore a quello lontano da casa. I calciatori rispettano alla perfezione il motto “Difendo la città”: nessuno in campionato è passato al San Paolo. Onore a Sampdoria, Roma e Milan che sono uscite indenni strappando un punticino. 

“Lasciate ogne speranza voi ch’entrate” prenderemmo in prestito dal Sommo Poeta. Chi arriva al San Paolo sa già a cosa va incontro, le imbarcate le hanno prese anche Lazio, Brugge, Midtjylland e Legia Varsavia (le ultime tre in Europa). Questa squadra segna con una facilità disarmante davanti ai propri tifosi: 61 reti tra campionato e Europa. Applausi per un potenziale offensivo quasi disumano.

E ora? Ora arriva l’Atalanta, serena per l’avvenire da trascorrere ancora in A, e poi il Frosinone, che la salvezza ha ancora da conquistarla. Però attenzione, perché prima ci sarà la Roma, per un finale di campionato da giocare tutto d’un fiato, prima di fermarsi e rimirare quanto di buono si è fatto. Senza rimpianti ma con la consapevolezza che il massimo è stato fatto, soprattutto al San Paolo. E allora ben venga il giro di campo sulle note di “Un giorno all’improvviso”.

Vittorio Perrone
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Vittorio Perrone
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