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Il manto del “San Paolo” unica nota stonata, l’agronomo Castelli individua il problema e la soluzione

In occasione di Napoli-Palermo, disputatasi ieri sera al “San Paolo”, il manto erboso dello stadio non era proprio in perfette condizioni, anzi tutt’altro. Una situazione che non sembra essere sfuggita alla Lega Calcio che nei prossimi scenderà letteralmente in campo a Fuorigrotta per monitorare la situazione. Probabilmente sarà Giovanni Castelli, agronomo della Lega, a dover trovare una soluzione. Intervistato da Radio Kiss Kiss Napoli, Castelli ha detto la sua sul manto erboso: “Sulle condizioni del prato del San Paolo non posso dire con certezza che si tratti di un fungo. Certo, le condizioni non sono quelle migliori. Ad ogni modo, ad inizio della prossima settimana sarò a Fuorigrotta proprio per capire cosa sia successo effettuando un sopralluogo”. 

Castelli approfondisce la questione anche ai microfoni di Radio Marte: “Io preferisco capire cosa è successo. Mi parlano di un insetto, può anche essere, o dei lombrichi, può anche essere. Sicuramente non è colpa di un fungo perché il fungo non si comporta in questa maniera da quello che ho potuto vedere dalle immagini televisive. C’è anche un altro aspetto: in questo periodo il San Paolo sta cambiando d’abito, sta lasciando l’abito estivo e sta prendendo l’abito invernale. In  questo periodo di transizione molto probabilmente è successo qualcosa a causa di insetti, lombrichi. Quindi nulla di artificiale, ma molto probabilmente qualcosa di naturale. Lunedì sarò al San Paolo per verificare l’accaduto“.

Su una possibile risemina già effettuata per cercare di limitare i danni, ecco il pensiero dell’agronomo: “Risemina? Prima va capito cosa è successo. Se fosse successo quello che ci siamo appena detti allora nulla di preoccupante: si risolve facilmente, soprattutto anche grazie alla pausa nazionale. Quindi il tutto si risolverà a breve. Sempre che le cose stiano così come ci siamo detti”.

Tornerà in breve tempo tra i migliori? “Se è quello che ci siamo detti e abbiamo previsto allora sì. Diciamo che ha inciampato in un percorso. Se fosse qualcosa di diverso mi devo riservare. Ma è verosimile quello che ho visto e che mi hanno detto. Il San Paolo lo porto ad esempio in Italia e all’estero: in Italia durante tutto l’anno non c’è un campo sempre perfetto però il San Paolo ci si avvicina”.

Articolo modificato 29 Ott 2015 - 13:55

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Scritto da
redazione