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Dal Vasco da Gama a Udine da “campione del mondo”. Tutto su Allan, il desiderio azzurro per la mediana

Ritmo carioca nel sangue e piglio da combattente. Allan Marques Lodeiro, oggetto del desiderio del nuovo Napoli griffato Maurizio Sarri, è l’ultimo della lunga serie di gioiellini che la bottega dei Pozzo ha posto alla ribalta della Serie A.

Nato a Rio de Janiero, classe ’91 prodotto del vivaio del Madureira ed esploso nel Vasco da Gama. Con i bianconeri di Rio ben 63 presenze, un mastino a metà campo strabordante prospettive luminose. Qualità che non tardarono ad impressionare il commissario tecnico del Brasile Under 20, Ney Franco, che nel 2011 lo inserì nella rosa- tre presenze nella competizione – della selezione verdeoro che si assicurò il Mondiale di categoria.

Un pedigree di tutto rispetto a drizzare le antenne del lungimirante scouting dei Pozzo, che nell’estate del 2012 riuscirono a chiudere l’affare – via Granada – per portare al Friuli il giocatore ad una cifra vicina ai 3 mln di euro.

Udine e l’Italia, per la maturità e la consacrazione. Centosedici presenze, corredate da due reti e quattordici assist, con cui disegnare una crescita costante. L’evoluzione da mediano puro a tuttocampista. Volante alla sudamericana in grado di ripiegare con costrutto, facendo sempre dei recuperi e del pressing asfissiante il proprio marchio di fabbrica, ma abbinando il tutto ad un’intelligenza tattica sempre crescente e a una maggiore efficacia in fase di possesso. Eccellente nel distruggere ma in grado di impostare – aspetto ancora da smussare – a testa alta, cercando spesso la ripartenza a foraggiare la manovra. Un dinamismo di indubbio spessore accompagnato da una buona, come da tradizione brasiliana, tecnica di base. Ossigeno e fosforo al servizio dei compagni. Un talento pronto ma dagli ampi margini di miglioramento, il tassello giusto con cui chiudere il cerchio della metà campo che Sarri è pronto a rifondare.

Edoardo Brancaccio

Articolo modificato 5 Lug 2015 - 19:29

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