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Al via la rivoluzione Sarri, tanti gli azzurri pronti ad una nuova collocazione tattica

Tempo di cambiamenti, di novità e rifondazione. Il nuovo Napoli targato Maurizio Sarri è un rebus che comincerà a palesarsi a partire dal ritiro di Dimaro, ma le tante modifiche alle porte possono già essere ipotizzate, attingendo alla recenti esperienze del tecnico ex Empoli e ad alcuni rumors particolarmente attendibili.

Difesa a quattro, alta, posizioni e meccanismi da oliare alla perfezione per cesellare la martoriata retroguardia azzurra sulla scia della difesa empolese. Un reparto che, ovviamente rapportato al materiale umano a disposizione, nella stagione appena terminata ha impressionato tifosi ed addetti ai lavori.

La difesa come dogma, una certezza, mentre sull’assetto tattico dalla cintola in giù è intervenuto Alessandro Pellegrini, agente del nuovo tecnico partenopeo: “Sarri è un allenatore come tutti gli allenatori dovrebbero essere. Gioca a pallone a seconda delle caratteristiche dei suoi giocatori, per cui dipende dal ritiro, dalla fine del mercato e dalla rosa. Alla fine deciderà se adottare il 4-3-3 o il  4-3-1-2”. Ritorno ad una mediana a tre, in cui Marek Hamsik tornerà alle origini dopo due stagioni da trequartista atipico. Interno sinistro con licenza di attaccare, affondare negli spazi sfruttando tutte le sue migliori qualità. Incursioni velenose o assist invitanti per i compagni, fa lo stesso, libero di svariare con un occhio sempre attento alla fase di non possesso.

Diversa collocazione, in caso di 4-3-1-2, per altri elemento di spicco della rosa partenopea: Insigne e Mertens come trequartisti d’occasione, con il Napoli che comunque monitora acquisti in quel ruolo per il dopo Callejon. Due folletti pronti a saltare l’uomo e cercare l’ultimo passaggio. Possibile che giostrino come seconde punte, collocazione in cui esprimersi al massimo negli ultimi venti metri, fungendo da raccordo costante con la metà campo, ruolo in cui ad Empoli si sono disimpegnati diversi interpreti come Verdi, Pucciarelli, Tavano.

Luci puntate sulla stagione della consacrazione per Manolo Gabbiadini, un ritorno da puntero o seconda punta al fianco di Gonzalo Higuain, dopo le annate trascorse a svariare su tutto il fronte d’attacco. Le doti ed il killer instinct del ragazzo di Calcinate sono ormai note, a mister Sarri il compito di esaltarle definitivamente.

Edoardo Brancaccio

Articolo modificato 29 Giu 2015 - 04:55

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